Francavilla, allarme per Palazzo Sirena, sarà abbattuto?

Il sindaco:«il mio sogno è vedere la biblioteca spostata al Mumi»

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palazzo Sirena oggi

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FRANCAVILLA AL MARE. Ci sono le parole del sindaco, progetti in pentola e le foto della piazza com’era, com’è, come potrebbe essere.

 

 

C’è poi la memoria storica dei francavillesi, duri a dimenticare.
Palazzo Sirena a Francavilla al Mare potrebbe sparire, almeno in parte. Sono tante le voci che corrono da quando l'atto firmato dall’architetto Roberto Olivieri, dirigente della ripartizione tecnica Lavori Pubblici/Ambiente del Comune, ha affidato all’architetto Marcello Borrone l’incarico professionale per la progettazione di ristrutturazione del Palazzo Sirena.
In questi ultimi tempi sta prendendo piede l’idea di un abbattimento parziale della struttura con conseguente valorizzazione della piazza. Ma non c’è nulla di ufficiale, come ha dichiarato qualche tempo fa il sindaco Antonio Luciani che tuttavia non nasconde i suoi sogni: nel caso di abbattimento, a fare le spese sarebbe una parte dell’edificio dove si trova la biblioteca comunale.
«L'eventuale costo di ristrutturazione con diminuzione di volumi», scrive Luciani sulla pagina Facebook “Salviamo Palazzo Sirena” creata ieri, «è basso. Senza contare poi i costi di gestione di molto inferiori. Per la biblioteca il mio sogno è vederla collocata al MU.MI».
Il palazzo, però, al momento non rispetta i criteri antisismici, né il certificato di prevenzione incendi. Elementi necessari prima di un progetto definitivo.
Ma i cittadini non vogliono aspettare e sul social network si sfogano. La pagina creata ad hoc è corredata di foto, video, immagini che ricordano la piazza com’era.

Qualche nostalgico posta persino una dedica tratta da una conferenza di Calvino: “Che cos’è oggi la città per noi? Penso d’aver scritto qualcosa come un ultimo poema d’amore alle città, nel momento in cui diventa sempre più difficile viverle come città.”
La poesia cede il posto alla rabbia. «Si continua a sperperare denaro pubblico», dice Anna e Basta, «dimenticando le priorità , rispondendo "non ci sono fondi" esclusivamente quando la richiesta è da parte del cittadino, ignorando che il sistema economico commerciale di Francavilla è abbandonato a se stesso, che la città ha bisogno di aiuti concreti e non di nuovi cantieri aperti, il discorso di questa amministrazione non è fine alla valorizzazione e al re-using di quello che già c'è, ma conta soprattutto sulle "grandi opere" per lasciare un ulteriore segno di incompiuto ai francavillesi come se non bastasse quello che già abbiamo...».
C’ è chi come Pierfrancesco Fimiani accusa il sindaco: «si è capito che a lei piace costruire».


Infine c’è chi dice che «le città moderne devono essere capaci di sapersi ripensare devono riuscire a legare il passato al presente» e chiede «la costituzione di un gruppo di specialisti che individuino grazie anche alle segnalazioni della cittadinanza, un elenco dei beni da proteggere per assicurare a essi, attraverso gli strumenti urbanistici, la protezione e la trasmissione alle future generazioni, affinchè non si debba ogni volta ad ogni cambio di amministrazione dover decidere oggi del nostro passato per il futuro di tutti».
Insomma il dibattito è aperto ed è probabile che proseguirà ancora per molto. Intanto l'attenzione è alta.


Marirosa Barbieri