ENERGIA E AMBIENTE

Santa Maria Imbaro dice no all’impianto a biomasse

Approvata delibera di contrarietà al progetto

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il sindaco Nicola Romagnoli santa maria imbaro

il sindaco Nicola Romagnoli

SANTA MARIA IMBARO. Soddisfazione. E’ il sentimento che accomuna consiglieri di maggioranza, opposizione, sindaco ed ambientalisti di Santa Maria Imbaro.


Giovedì scorso con una delibera il Comune ha detto no alla realizzazione di una centrale a biomasse. Adesso sarà la Conferenza dei Servizi, già in corso, ad avere l’ultima parola.
«Un risultato che abbiamo ricercato con caparbietà ed equilibrio, che assume un significato ancora più alto e nobile proprio in relazione alle drammatiche vicende accadute non più di una settimana fa», ha detto il sindaco, Nicola Romagnoli nel ringraziare tutti quelli che si sono opposti al progetto.
La centrale per la produzione di energia elettrica di potenza 999 KW alimentata da insilato di mais e liquami zootecnici in località Fattore del Comune di Santa Maria Imbaro è stata proposta dall’Ata Energia Società Agricola srl con sede a Lanciano.
Sin da subito l’amministrazione ha mostrato dubbi tanto che il sindaco con delibera di Giunta numero 66 del 27 settembre scorso ha dato incarico al biologo Tommaso Pagliani di valutare se l’impianto provocherà danni ambientali e conseguenze dal punto di vista della salute alla popolazione.
Anche le associazioni ambientaliste, Nuovo Senso Civico in testa, hanno dato il via ad una campagna di informazione per portare a conoscenza i cittadini del progetto. Dopo l’approvazione della delibera il gruppo ha ricordato il capogruppo dell'opposizione di Santa Maria Imbaro, Stefano Paone, morto improvvisamente, davanti a tutti, proprio mentre stava concludendo il suo intervento nel consiglio comunale del 4 ottobre contro l’impianto.
«Si tratta di una prima e probabilmente decisiva vittoria per la comunità», ha commentato Nuovo Senso Civico, «questa esperienza (l’approvazione unanime della delibera), rappresenta un modello esemplare di azione che può essere replicato in tutte le altre situazioni simili, in altri Comuni. Per questo invitiamo tutte le comunità della nostra regione a vigilare sulle amministrazioni in modo da accorgersi subito della presentazione di simili progetti per intervenire tempestivamente con la massima efficacia».
E a queste parole sembra ispirarsi il consigliere comunale dei Verdi, di Lanciano, Alex Caporale che proprio l’11 ottobre ha presentato una mozione per chiedere al sindaco di Lanciano «di farsi promotore della nascita di un tavolo di coordinamento tra i Comuni del comprensorio per prevenire il proliferare di industrie e tecnologie insalubri per salute umana e ambiente; di richiedere al sindaco del Comune di Santa Maria Imbaro una attenzione particolare a tutte le problematiche connesse all’insediamento della centrale a biomasse nel proprio territorio comunale e di procedere ad una seria, professionale, attenta analisi di tutti i “pro” ed i “contro” inerenti l’insediamento di una struttura del genere».

Marirosa Barbieri