INQUINAMENTO

Snam, «solo due centraline per controllare la qualità dell’aria»

I comitati cittadini: «monitoraggio insufficiente»

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Snam, «solo due centraline per controllare la qualità dell’aria»
SULMONA. Due centraline. Una provvisoria, nel parcheggio del cimitero, l’altra disposta lontano dal centro storico di Sulmona.

E’ il piano di monitoraggio della qualità dell’aria predisposto dalla Snam nella Valle Peligna. Così dicono i comitati cittadini per l’ambiente. Ed è l’ennesimo boccone amaro da ingoiare; l’ennesimo dopo le riunioni fantasma, le poche risposte, l’aura di mistero sull’intera vicenda.
La Snam ha in mente di costruire il metanodotto Brindisi-Minerbio di 687 km e centrale di compressione che dovrebbe attraversare il territorio peligno. A condizioni precise: che si faccia carico cioè del controllo delle emissioni di sostanze inquinanti nell’aria e dei rumori. Il monitoraggio deve iniziare un anno prima almeno della fase di cantiere. E’ il prezzo da pagare per il progetto. Così ha stabilito la commissione Via.
Secondo i comitati cittadini per l’ambiente però il gigante del gas ha adottato un piano di monitoraggio insufficiente, due centraline (quelle previste) non bastano, anche se oggi nessuno può stabilire quando realmente inizieranno i lavori.
Anche i medici dell’Isde (internazionale dei medici per l’ambiente) hanno evidenziato l’importanza dei controlli sulla Valle peligna che è caratterizzata da particolari condizioni microclimatiche perché circondata da rilievi montuosi e dal fenomeno di inversione termica.
Questa storia, sempre secondo i comitati, diventa ancora più grave se si considera, «che l’Arta che deve decidere insieme alla Snam sul monitoraggio, in realtà sta avallando le decisioni della multinazionale».

Da anni poi l'Istituto Mario Negri Sud ha presentato un progetto per lo studio della qualità dell'aria nella Valle peligna che prevede 35 punti di campionamento per il monitoraggio di 31 inquinanti. Il costo del progetto, 38.400 euro potrebbe essere ripartito tra più amministrazioni.
«Ma finora», hanno sottolineato i comitati, «né il Comune di Sulmona né la Provincia de L'Aquila, che pure hanno assunto precisi impegni attraverso specifici deliberati consiliari, hanno trovato i fondi necessari per la effettuazione dello studio. I soldi ci sono sempre per iniziative inutili o discutibili ma, stranamente, non ci sono quando si tratta, come in questo caso, di tutelare un bene fondamentale come la salute pubblica».
La tensione è alta sul progetto Snam. Da un lato i comitati continuano ad invocare chiarezza, dall’altro le istituzioni non fanno che accrescere i dubbi.
Tempo fa è stato convocato un tavolo in gran segreto (senza il coinvolgimento dei comitati) al Ministero dello sviluppo Economico tra il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, i rappresentanti della Provincia de L’Aquila e del Comune di Sulmona ed il sottosegretario dello Sviluppo Economico Claudio De Vincenti.
In quella sede la vice presidente della Provincia Antonella Di Nino, osservano i comitati, «se da un lato ha espresso dissensi all’opera sotto il profilo politico, dall’altro ha dichiarato la non contrarietà dell’opera alle norme urbanistiche sotto il profilo tecnico».
Si brancola ancora nel dubbio.