TAGLIO INDENNITA'

Pescara, Rifondazione vuole il taglio del 50% degli emolumenti

Consiglio deserto, salta per l’ennesima volta la votazione

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Maurizio Acerbo

Maurizio Acerbo

PESCARA. Ieri mattina il consigliere di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo ha presentato un ordine del giorno per la riduzione del 50% degli emolumenti per sindaco, giunta e consiglieri comunali.

Misura che Acerbo ha definito «doverosa» a fronte dei tagli che il governo, sostenuto da gran parte del parlamento, «sta operando nei confronti dello Stato Sociale e del continuo aumento della pressione fiscale e di tutte le tariffe». Il consigliere considera inoltre «troppo limitata e sostanzialmente indolore» la proposta rilanciata dal capogruppo Pdl Armando Foschi di azzerare il gettone solo per le sedute di consiglio straordinarie.
«Davvero poco», spiega l’esponente di Rc, «e anche inficiato dal sospetto che si voglia in qualche maniera comprimere una prerogativa dell'opposizione come quella di richiedere la convocazione del consiglio su temi di particolare importanza».
Renato Ranieri ha invece proposto il taglio dei gettoni di presenza per i consiglieri e delle indennità del sindaco, assessori e presidente del Consiglio «per dare un segnale serio di responsabilità politica alla gente che sta fuori ed effettivamente soffre questo particolare momento».
La parte che viene decurtata «trasformiamola in buoni locali di solidarietà», ha proposto Ranieri, «a sostegno all’economia locale con l’adozione degli Scec».
Per Ranieri accettare una riduzione «anche del 50%» di quello che deve essere considerato «un rimborso spese, non uno stipendio» significa «che forse dovremo razionalizzare le nostre spese, venire in Comune in bicicletta e non in macchina per non far ricadere i costi sulle casse dell’ente. E’ necessario per chi non guadagna, ci sono aziende che soffrono e chiudono ogni giorno. Basta ipocrisie, dobbiamo dare l’esempio».

L’ASSENTEISMO PATOLOGICO
Ma come ormai avviene spesso in Consiglio a Pescara poco prima che il presidente potesse porre in votazione l'ordine del giorno si è dovuto registrare - proprio nella votazione sull'odg Foschi - la mancanza del numero legale essendo presenti in aula solo 12 consiglieri.
Acerbo ha così trasformato l'ordine del giorno in mozione di fronte all'impegno del presidente e dei capigruppo presenti a porlo al primo punto della prossima seduta del Consiglio Comunale.
Considerato l'assenteismo che caratterizza le sedute Acerbo ha chiesto inoltre di modificare le norme regolamentari in analogia con quanto prevedono i regolamenti parlamentari: si consideri presente soltanto chi partecipa ad almeno a un terzo delle votazioni nel corso di una seduta.
Una verifica «facilissima», sostiene Acerbo, visto che la votazione è elettronica ma che sanzionerebbe quei consiglieri che passando per pochi minuti comunque percepiscono gettone.
«E' davvero patologico un Consiglio le cui sedute finiscono quasi sempre prima del previsto», denuncia il consigliere d’opposizione, «a causa delle assenze di consiglieri che durante la settimana ogni mattina affollano (nel senso che passano e firmano) le ben 5 commissioni giornaliere solo per raggiungere il massimo delle indennità».