LA POLEMICA

Bar dell’Adriatico chiuso, Sebastiani: «agito secondo regolamento»

Il patron del Pescara: «consiglieri male informati»

Andrea Sacchini

Reporter:

Andrea Sacchini

Letture:

2121

Sebastiani

Sebastiani

PESCARA. Botta e risposta continuo tra alcuni membri dell'amministrazione comunale e la Delfino Pescara.

Dopo le polemiche nei mesi scorsi legate all'abbonamento gratuito per i consiglieri comunali ed ultime quelle legate all'uso ed al libero ingresso nel bar dello stadio Adriatico, duro comunicato del patron del Pescara, Daniele Sebastiani, sull'ultima polemica innescata dalle lettere aperte di Enzo Del Vecchio e Fausto Di Nisio .
«In risposta a quanto esposto» – attacca il patron biancazzurro Sebastiani – «mi preme chiarire una volta per tutte la posizione della Delfino Pescara che presiedo. La Delfino Pescara 1936 Srl, definita dai due consiglieri una società arrogante intende rispedire al mittente tale affermazione, in quanto sin dal momento della propria costituzione si è impegnata per avere un rapporto di proficua collaborazione con tutti gli enti e le istituzioni».
«Appare opportuno» – prosegue Sebastiani – «sottolineare che la stessa si è sempre attenuta ai regolamenti adempiendo a tutti gli obblighi, anche nei momenti meno felici che ha attraversato».
Con riferimento, poi, alla situazione venutasi a creare nella giornata di domenica scorsa, «il dottor Acciavatti», va avanti Sebastiani, «si è limitato a riportare puntualmente i fatti e cioè che la Delfino Pescara per ovviare ad un problema di sicurezza aveva regolarmente presentato un progetto al Comune di Pescara per la realizzazione di un Bar a norma (contrariamente a quanto accade da anni) nella Tribuna Centrale ed a servizio della stessa (Tribuna d’Onore, Poltronissime e Tribuna VIP) e di altri due Bar, sempre a norma, posizionati nell’area parcheggio retrostante le due Tribune Majella laterali (Nord e Sud) e a servizio dei rispettivi spettatori».
«Devo purtroppo notare» – attacca giù duro il patron biancazzurro - «che i due consiglieri evidentemente ignorano che a seguito di nuove normative nazionali i biglietti sono diventati nominativi e, conseguentemente, ciascun spettatore è tenuto ad occupare, rigorosamente, il posto assegnato. Il progetto presentato al Comune ed approvato dagli uffici tecnici dello stesso era funzionale proprio ad evitare che prima dell’inizio della partita, ovvero durante l’intervallo tra il primo ed il secondo tempo chiunque potesse liberamente circolare nelle altre tribune, avendo poi la libertà di occupare posti diversi da quello assegnato, creando disagi, disordini e tensione tra gli spettatori e con gli stewards in servizio».
Sebastiani ha poi anche parlato degli importanti interventi di manutenzione ed ammodernamento dello stadio Adriatico di Pescara. Adeguamenti che sono stati realizzati a spese del club.
Sui punti 1 e 2 della lettera aperta di Di Nisio e Del Vecchio, il presidente risponde: «faccio presente che anche su quanto in argomento, evidentemente, i due consiglieri estensori della stessa non sono adeguatamente informati in quanto, nelle more del bando, sempre in ossequio ai rapporti di cordiale collaborazione con l’ente, in particolare con il dirigente, ci era stato chiesto di gestire direttamente il servizio bar e di presentare, all’uopo, un computo metrico dei lavori che avremmo realizzato, sempre a nostre spese, per la realizzazione dei tre bar all’interno della Tribuna Majella, contenendo nella offerta anche la prospettazione di un canone di € 1.800,00 a partita (superiore a quello contenuto nel bando appena pubblicato di € 1.500,00 a partita), tanto da mettere il dirigente stesso in condizione di affidare il servizio bar alla nostra Società che avrebbe, così, oltre che pagato il canone, anche effettuato lavori per circa € 120.000,00 realizzando opere che, al pari di tutte quelle già realizzate, sarebbero rimaste di proprietà del Comune, risolvendo, definitivamente, il problema del Servizio Bar nella Tribuna Maiella.
La Delfino Pescara, ovviamente, ha presentato tutto quanto richiesto, nei tempi e con le modalità concordate, con il solo risultato di venire, ancora una volta, presa in giro con una telefonata del dirigente che chiedeva il perché della mancata presentazione della domanda di partecipazione al bando…».
«Premesso quindi che la Delfino Pescara non ha nessun interesse a gestire il servizio bar» – conclude Sebastiani – «e che la finalità di ottenere l’affidamento relativo era e resta, unicamente, quello di garantire all’utenza un servizio adeguato agli standard degli altri stadi che ospitano la nostra squadra nel palcoscenico della massima serie, non si può certamente addebitare alla stessa il fatto di non aver partecipato al bando».