LA PROTESTA

Cementificio, Wwf e Comune contro Asl, Arta e Regione

«Fermate quell’inceneritore»

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PESCARA. «Abruzzo virtuosa? Meglio dire cancerosa. Dov’è il registro tumori?»
Manifestazione di protesta, questa mattina, davanti alla Asl di Pescara, contro il cementificio di via Raiale, di cui si chiede la delocalizzazione.
Per il Wwf, una delle associazioni presenti in strada stamani con cartelli e mascherine, il cementificio è «un vero e proprio inceneritore piazzato in mezzo alla città» che, grazie ad una autorizzazione rilasciata nel 2008 «può bruciare 158.000 tonnellate di rifiuti all'anno» ed è responsabile di «emissioni in aria di migliaia di tonnellate di sostanze quali biossido di azoto, polveri, ossido di carbonio, ossidi di zolfo e di centinaia di chili di metalli tra cui arsenico, cromo, mercurio, cadmio, diossine».
Il grido di protesta si è sollevato contro Asl, Arta e Regione Abruzzo che «rilasciarono quella autorizzazione senza informare» i cittadini e per dire «no al rinnovo dell'Autorizzazione Integrata Ambientale richiesta dall'azienda».
A questo scopo è stata inviata una diffida, tra gli altri, alla Asl che «dovrebbe avere come obiettivo principale la tutela della popolazione di Pescara e dintorni, esposta ad una gravissima situazione di inquinamento - dice sempre il Wwf. Invece continua a rilasciare autorizzazioni». Un altro appuntamento di protesta è previsto per sabato alle ore 18, in piazza Alessandrini, per una fiaccolata. 


Anche l’amministrazione comunale di Pescara ha ribadito stamane il proprio ‘no’ partecipando in prima linea al sit-in. Sino a oggi solo il Comune ha già formalizzato, lo scorso 4 settembre, il proprio ‘parere non favorevole’ all’Aia: «ormai», ha ribadito l’assessore Isabella Del Trecco, «non riteniamo più compatibile quella struttura nel cuore della città, in pieno centro urbano e le indagini compiute negli ultimi giorni dal Wwf e dalle altre Associazioni circa l’entità e la quantità di polveri che ogni giorno fuoriescono dai forni e ricadono su Pescara e nei comuni limitrofi ci stanno dando ragione».
L’auspicio dell’amministrazione comunale che nei giorni scorsi ha passato agli ambientalisti i documenti shock, è che anche gli altri Enti interessati esprimano, come il Comune, un parere negativo, sostenendo la nostra battaglia per la delocalizzazione dell’impianto, in modo da salvaguardare i posti di lavoro.
E’ notizia di oggi la chiusura, sempre per ragioni ambientali, di un altro cementificio, situato a Colleferro, che dava lavoro a 200 persone.
Sino all’arrivo dei pareri continuerà la mobilitazione.