LA CUBATURA NON QUADRA

Montesilvano, i premi di cubatura e l’urbanistica tornano in consiglio

Chiulli: «ragioniamone insieme»

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via marsica montesilvano

Il terreno prima dell'apertura del cantiere

MONTESILVANO. Tredici mozioni (10 quelle del Movimento 5 stelle), interrogazioni e interpellanze domani mattina in Consiglio comunale a Montesilvano.

Tra le mozioni, all’ultimo posto, è stata inserita anche quella del capogruppo del Pd Massimiliano Pavone sulla costituzione di parte civile dell’ente in tutti i procedimenti penali in corso a carico di ex amministratori, dipendenti comunali ed esterni. Nei giorni scorsi il dibattito è stato ampio ed acceso e il discorso è stato chiuso dal primo cittadino che ha garantito: «la costituzione di parte civile ci sarà sempre e in qualunque caso».
Tra le interrogazioni, invece, ci sarà anche quella del consigliere del Pd, Gabriele Di Stefano, sul caso di via Marsica dove sono in costruzione edifici di sette piani a soli dieci metri di distanza ad alcune abitazioni più basse. Nei giorni scorsi l’assessore all’Urbanistica, Adriano Chiulli, aveva già chiarito che l’amministrazione di oggi non può intervenire sulle scelte del passato. Ma Di Stefano insiste, anche alla luce di alcune nuove informazioni che avrebbe acquisito.
Il consigliere chiede di sapere se è vero che lì il Prg prevedesse una cubatura di 30.437 metri cubi che grazie «ad una serie di norme premiali» è aumentata del 65%, fino a 50.221 metri cubi (ossia + 19.784 metri cubi)». Questo vuol dire che dovrà aumentare anche il numero dei residenti, circa 200 in più oltre ai 304 già previsti. Di Stefano chiede: «chi e dove si dovranno realizzare le scuole, chiese, campi sportivi, servizi urbani e comprensoriali per questi 200 ed oltre abitanti in più?».
L’esponente del Pd vuole sapere quanti casi come quello di via Marsica ci sono nel Prg 2001. In via Marsica, analizza Di Stefano, i premi di cubatura sono stati «quel famigerato + 20 %» dell’articolo 26 abrogato, ma anche «un +25% dell’articolo 40 oltre a un + 10 % dell'Art. 83 (Zone B6, concessioni richieste entro un anno dall'approvazione del PRG del 2001)».

I premi di cubatura sarebbero quindi +20% +25% +10% per un totale del + 55 %. «Ma allora», chiede sempre l’esponente della maggioranza, «come mai il totale della cubatura consentita sul PUE n. 1 e del 65% rispetto a quella originaria del Prg? Per caso si sono calcolati gli incentivi sugli incentivi?»
Ancora Di Stefano: «perché non possiamo interrompere questo meccanismo infernale, rivedere le regole, risarcire chi è stato danneggiato, ridiscutere delle modalità di trasformazione della città esistente ?», chiede Di Stefano. «Non vogliamo toccare i diritti acquisiti nel passato ? Anche se sono il frutto dell'errore e dell'inganno ? O forse non siamo capaci di affrontare i problemi presenti? e ci nascondiamo dietro il dito dicendo che "E' colpa degli altri, di quelli che sono venuti prima di noi..." che poi sono in molti casi gli stessi che governano oggi e governavano prima?»
Di Stefano promette «azioni spettacolari di protesta» se non si interromperanno «gli scempi che deturpano la città, offendono i cittadini, privilegiano i soliti noti, macchiano indelebilmente il tessuto sociale ed urbanistico e soprattutto negano i principi per i quali ho scelto di dedicarmi alla mia amata città».
a.l.

«RAGIONARE INSIEME»

Questa mattina l’assessore Adriano Chiulli ha risposto all’interrogazione di Di Stefano e ha spiegato di aver disposto, insieme all’Ufficio Tecnico Comunale, di istituire un tavolo con gli intervenienti, ossia i proprietari che devono ancora costruire sulle aree che pure hanno diritti acquisiti così come chi ha già costruito, per «poter ragionare insieme sia sull’impatto volumetrico che sul problema delle distanze rispetto agli altri fabbricati, così come sollecitato dalla interrogazione del consigliere Di Stefano». «E’ questo l’impegno politico che questa amministrazione, a differenza delle precedenti,  responsabilmente vuole assumersi d’intesa con l’Ufficio Tecnico Comunale», ha spiegato Chiulli, «dato che per le costruzioni già realizzate, o in fase avanzata di realizzazione,  esiste un oggettivo ostacolo normativo che ci impedisce di intervenire. Di certo, per il futuro, per le scelte urbanistiche imputabili a questa amministrazione tenendo conto delle linee programmatiche di governo, mi sento di poter tranquillizzare sia il nostro consigliere di Stefano, ma soprattutto tutti i cittadini di Motesilvano, perché la musica sarà completamente diversa».