ARRINGHE FINALI

Processo Grandi Rischi: difese contro Procura: «analisi confusa, scoordinata con risultati aberranti»

Tirato in ballo anche Bertolaso: «lui grande assente»

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Franco Coppi

Franco Coppi

ABRUZZO. Seconda giornata di udienza dedicata alle difese del processo alla Cgr, organo scientifico della Presidenza del Consiglio.

L'organo consultivo della presidenza del Consiglio è accusato nella sua composizione del 2009 per aver compiuto analisi superficiali e aver dato false rassicurazioni agli aquilani prima del 6 aprile 2009, causando la morte di 309 persone.
L’avvocato Alessandra Stefano, che assiste Gian Michele Calvi non ha risparmiato critiche al lavoro dell’accusa: «l’analisi normativa della requisitoria della procura è bizzarra, fantasiosa, con acrobazie normative. Un'analisi confusa, discutibile e scoordinata con risultati aberranti», ha detto.
«Non vorrei infierire sulla Procura - ha aggiunto - ma il timbro sul verbale della presidenza del consiglio dei ministri - che il Pm porta come validazione della convocazione - è lo stesso che si trova sui miei documenti perché è il simbolo della loro conformità.
Per la Stefano «sono stati decontestualizzati dei passaggi dalla bozza per rafforzare la propria posizione» Poi parlando della sismicità dell'Aquila e della scossa di magnitudo 4 del 30 marzo 2009, sempre l'avvocato ha asserito: «Se le parole hanno un senso si ha una strumentalizzazione della Procura delle parole che ha pronunciato il professore Calvi». Il legale di fiducia di Gian Michele Calvi, ha anche parlato del sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente: «l sindaco dell'Aquila ha sentito quello che hanno detto gli esperti, perchè non lo ha detto? Perchè lo addebitiamo alla commissione? Addebitiamolo a chi uscito da quella riunione ha rilasciato dichiarazioni pur avendo sentito gli esperti».

COPPI: «NESSUNO TRANQUILLIZZO’»
Il primo a prendere la parola è stato l’avvocato Franco Coppi, difensore del professore Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti: «da nessuno degli scienziati presenti nella riunione della Commissione Grandi Rischi», ha detto Coppi chiedendo l’assoluzione piena per il proprio assistito, «è stato espresso un giudizio tranquillante e rassicurante».
Si è ripetuta dunque anche stamattina la stessa versione già illustrata ieri quando qualcuno aveva ‘scaricato’ la responsabilità dei messaggi tranquillizzanti sulla stampa.
«Tutti i presenti», ha detto ancora Coppi, «hanno sostenuto che il rischio di un terremoto era insito a L'Aquila che è un territorio ad alta sismicità e che quindi non sarebbe stato possibile prevedere (non sarebbe stato serio) di lì a un giorno, a dieci giorni, ugualmente non si poteva escludere la verificazione di un terremoto».
L’avvocato ha ricordato che Selvaggi non era membro di diritto della Commissione e non aveva diritto di voto, era stato invitato da Enzo Boschi (anche lui imputato nello stesso processo, quale ex direttore dell'Ingv) e lui «per senso istituzionale ha accettato».
«Non spettava a lui lanciare eventuali allarmi o raccogliere le espressioni in sede di Commissione», ha ribadito l’avvocato. «Nessuno ha lanciato messaggi rassicuranti». Coppi ha fatto notare che lo stesso Pm «non indica neppure una frase in cui veniva lanciato un messaggio rassicurante. L'unica certezza era la sismicità della zona. Se qualcuno ha male interpretato lo dovete cercare ma non all'interno della Commissione».
Per Coppi, inoltre, il verbale della Commissione Grandi Rischi non è da considerarsi una prova e non sostituisce come prevede la Legge la deliberazione».
Sempre nel corso della sua requisitoria Coppi ha sostenuto che «il grande assente» di questo processo è Guido Bertolaso, così come è assente in altri processi, «ma ognuno nasce con la sua fortuna».
Bertolaso non fa parte dei sette imputati, era stato comunque coinvolto in questo processo come testimone dell'accusa ma, dopo la diffusione di una telefonata intercettata tra lui e l'ex assessore regionale alla Protezione civile Daniela Stati, è stato indagato in un procedimento connesso al filone principale.