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Imu Pescara, verso la riduzione dell’aliquota per la prima casa

Pd insoddisfatto: «tagliare le spese superflue»

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Imu Pescara, verso la riduzione dell’aliquota per la prima casa
PESCARA. Scende dal 4 al 3,8 per mille l’aliquota Imu per l’abitazione principale a Pescara.

Resta immutata l’imposta per le seconde case, con aliquota al 7,6 per mille per le unità immobiliari concesse in locazione a canone concordato, o in uso gratuito dal possessore ai figli o ancora per unità immobiliari censite nelle categorie C/1, C/2 e C/3 utilizzate per l’esercizio dell’attività d’impresa.
E’ questa la proposta di rimodulazione, in ribasso, delle aliquote che ieri la maggioranza ha presentato nel corso della riunione tra capigruppo di maggioranza e opposizione, un vertice che era stato previsto già all’indomani dell’approvazione del Regolamento Imu, per decidere l’eventuale revisione dell’imposta una volta che gli Uffici avessero avuto un quadro chiaro degli incassi sulla prima rata.
«Adesso abbiamo posto sul tavolo le proposte per ridurre l’aliquota, e attendiamo la controproposta del centro-sinistra che ha chiesto qualche giorno di tempo per riflettere e decidere», annunciano i consiglieri Pdl Lorenzo Sospiri e Armando Foschi.
L’iniziativa principale riguarda la riduzione dal 4 al 3,8 per mille dell’Imu sull’abitazione principale e sulle relative pertinenze delle categorie C/2, C/6 e C/7.
Confermata l’aliquota ridotta al 3 per mille per le unità immobiliari adibite ad abitazione principale gravate da mutuo ipotecario, con i relativi sgravi per i figli eventualmente a carico. 


Resta l’aliquota massima al 10,6 per mille per le unità immobiliari non assoggettate ad aliquota ridotta e per le aree edificabili. Confermate ancora le aliquote ridotte al 7,6 per mille per le unità immobiliari concesse in locazione a canone concordato; per le unità immobiliari adibite ad abitazione e concesse in uso gratuito dal possessore ai suoi parenti in linea retta di primo grado, dunque genitore-figlio o figlio-genitore; per le unità immobiliari strumentali censite nelle categorie C/1, C/2 e C/3 utilizzate per l’esercizio dell’attività d’impresa. L’unica eccezione è quella inerente le unità immobiliari classificate nella categoria catastale A/10 utilizzate direttamente dal proprietario per l’espletamento delle proprie attività professionali, a condizione che lo stesso abbia residenza anagrafica e la dimora abituale al Comune di Pescara, e che passa dall’8,6 per mille al 9,6 per mille. Infine introdotta l’aliquota agevolata al 7,6 per mille per le unità immobiliari destinate allo svolgimento di attività cinematografiche e teatrali, e confermata l’aliquota al 5,8 per mille per le unità immobiliari Ater e al 2 per mille per i fabbricati rurali a uso strumentale, come stalle o depositi attrezzi. «Secondo le stime – hanno aggiunto i consiglieri Sospiri e Foschi – tali modifiche dovrebbero determinare sul bilancio annuale di previsione dell’esercizio finanziario 2012 un gettito Imu complessivo pari a 39milioni 800mila euro e soprattutto ci permetterebbero di fronteggiare gli ultimi tagli operati dallo Stato e le spese straordinarie sostenute dall’amministrazione, come 1milione di euro per l’emergenza neve, 1milione di euro imposto dalla Spending Review, 600mila euro in più sui consumi elettrici, 200mila euro in più di consumi del gas. All’opposizione, confermando i 450mila euro destinati a coprire i contributi alle Associazioni individuate dal centro-sinistra, abbiamo chiesto di rivedere l’accordo di bilancio sui 2milioni 700mila euro e di ridurlo a 2milioni di euro».

LA DELUSIONE DELL’OPPOSIZIONE
A questo punto si resta in attesa delle controproposte del centrosinistra che ha chiesto tempo per esaminare le voci dell’Imu ma si è già espressa sull’esito dell’incontro.
«Le nostre attese», confermano il capogruppo del Pd Moreno Di Pietrantonio e il consigliere Enzo Del Vecchio, «purtroppo, sono andate deluse per l’aleatorietà delle questioni portate al tavolo di lavoro volte essenzialmente a far quadrare i conti attraverso un aumento della tassazione sui cittadini in luogo di un taglio drastico ed immediato di tutte quelle spese superflue che ancora possono essere evitate».
La riunione è partita con la richiesta di Del Vecchio circa le raccomandazioni del Collegio dei revisori dei Conti e della circolare a firma congiunta dell’assessore Seccia e del dirigente D’Aquino, indirizzata a tutti i Dirigenti comunali, per non impegnare 15 milioni di euro della spesa corrente in quanto questa somma prevista nel bilancio di previsione risultava di dubbia certezza.
«Nessuno», protestano Di Pietrantonio e Del Vecchio, «è stato in grado di proferire una parola che chiarisse il comportamento della struttura comunale che, qualora rispettata, non avrebbe generato lo stato di disequilibrio che oggi si vuole rimuovere».
Il Pd ha preannunciato una «assoluta contrarietà ad aumentare l’Imu» chiedendo inoltre il taglio delle collaborazioni esterne, la riduzione con riorganizzazione della struttura organizzativa comunale, un «immediato cambio di rotta» sull’utilizzo a pagamento delle strutture comunali.