LA PROTESTA

Pasti freddi alla mensa universitaria della D’Annunzio

Non c’è la fornitura di gas

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Pasti freddi alla mensa universitaria della D’Annunzio
CHIETI. Costretti a consumare pasti freddi alla mensa universitaria del campus di Madonna delle Piane.

E’ il destino di migliaia di studenti dell’Ateneo d’Annunzio di Chieti a causa di una controversia di competenze tra Enel Gas e Snam sulla fornitura del gas metano. Gli studenti hanno già manifestato il proprio disagio all’Azienda per il diritto allo studio che si è immediatamente attivata per superare questo rimpallo di responsabilità tra Enel Gas e Snam, cui spetta il compito di ripristinare la funzionalità del contatore sottoposto a sigilli per consentire lavori di ristrutturazione, dopo la richiesta fatta dalla società interessata in data 19 settembre 2012. Si attende addirittura l’arrivo di un tecnico speciale da Roma.
Una situazione denunciata pubblicamente dalla Società Innova Spa, che si è aggiudicato l’appalto del servizio mensa nelle sedi di Chieti e Pescara, con il seguente comunicato: «La società Innova spa, affidataria del servizio di mensa per le università di Pescara e Chieti, ancora oggi non riesce per la mensa, ubicata nel campus universitario di Madonna delle Piane a Chieti, a dare completa ed esatta esecuzione al servizio per circostanze e responsabilità ad essa non riferibili e per le quali sta cercando da circa 20 giorni una definitiva risoluzione. In particolare trattasi della fornitura del gas, in mancanza della quale Innova spa non riesce a garantire la somministrazione dei cibi secondo le esatte prescrizioni del capitolato di gara».
Innova non è riuscita a far togliere i sigilli dal contatore del gas nonostante abbia regolarmente chiesto il subentro fin dal 19/09/2012.
L’utenza risulta attiva e libera da qualsiasi vincolo pregiudiziale, ma la competenza per togliere i sigilli viene continuamente rimpallata tra Enel Gas e Snam gas e fino ad oggi il problema non è stato risolto.
Innova spa chiede l’intervento di Enel Gas e Snam gas, affinché «nell’interesse prioritario dell’utenza a cui il servizio è rivolto, risolvano il problema così che gli studenti possano consumare pasti caldi prodotti in loco».
Una situazione sicuramente assurda, trattandosi di una mensa riservata a giovani studenti universitari per lo più fuori sede che si vedono negare un servizio quotidiano di fondamentale necessità. Trattandosi di un servizio pubblico, la mancata fornitura del gas determina una interruzione del servizio stesso.