PROCESSI

Processo Housework ad un punto di svolta

Finita l’audizione dei testimoni si passerà agli imputati e poi le requisitorie

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Dezio e D'Alfonso

PESCARA. Un processo lungo, difficile, tecnico e noioso, articolato, ostico, delicato, seguitissimo ora ad un punto di svolta.
Il processo sulle presunte tangenti al Comune di Pescara nell’era D’Alfonso, che vede imputati altre venti persone tra dirigenti, dipendenti comunali e imprenditori, è arrivato oggi ad un punto cruciale: la lunghissima sfilata dei testimoni è giunta al termine.
Basta dunque ascoltare persone informate sui fatti: con la prossima udienza, calendarizzata per lunedì prossimo, si passerà all’interrogatorio degli imputati (quelli che riterranno opportuno sottoporsi alle domande dei propri avvocati e soprattutto del pm e del giudice).
Il resto saranno udienze lunghe dedicate alle requisitorie dove si tireranno le somme e si cercherà di ricordare e riassumere quanto emerso dalle carte e dall’esame dei testimoni. Ci saranno le richieste del pm Gennaro Varone sulle pene, potrebbero emergere posizioni marginali sulle quali l’accusa potrebbe ritenere di non richiedere condanne ed infine si arriverà alla sentenza.
Prima di Natale forse un primo giudizio ci sarà: nonostante gli sforzi di procura e tribunale e nonostante la calendarizzazione settimanale delle udienze (caso praticamente unico) la sentenza arriverà comunque a 4 anni dall’eclatante arresto di D’Alfonso.

D’ALFONSO MALCONCIO
Intanto stamattina la notizia più importante ha riguardato la salute di D’Alfonso che si è presentato in aula con una fasciatura vistosa al braccio ed un cerotto sulla testa.
D'Alfonso nei giorni scorsi è caduto rovinosamente dalla bicicletta e si è fratturato una spalla: stamattina ha chiesto di essere dimesso dall'ospedale per partecipare all'udienza e non ritardare il programma del processo. Prima dell'appello il presidente del tribunale collegiale, Antonella Di Carlo, ha chiesto a D'Alfonso come stesse, e l'ex sindaco ha detto «Bene, oggi effettuerò l'ultima tac». In merito ad una eventuale operazione D'Alfonso ha ripetuto che questo si vedrà nei prossimi giorni.

GLI ULTIMI TESTIMONI
Intanto oggi sono sfilati gli ultimi testimoni della difesa dell'ex sindaco di Pescara.
I testimoni, per lo più titolari di ditte e collaboratori dell'imprenditore Carlo Toto, sono stati chiamati a riferire circa i lavori nella villa che D'Alfonso si fece costruire a Lettomanoppello (Pescara) e sui rapporti tra D'Alfonso e Toto. I piccoli imprenditori hanno detto di avere svolto lavori nella villa regolarmente retribuiti. Qualcuno ha detto di aver voluto effettuarli in maniera gratuita. Tutti hanno sottolineato, comunque, di non aver avuto in quel periodo rapporti con il Comune di Pescara.
Riguardo a D'Alfonso e Toto, i testimoni hanno spiegato che fra i due vi erano stretti rapporti di amicizia, che risalivano agli anni '90.
Sempre oggi sono stati ascoltati alcuni ex assessori della Giunta D'Alfonso; tra loro, quello al Bilancio, Camillo D'Angelo, e alle Politiche sociali, Vittoria D'Incecco, attualmente parlamentare Pd. D'Angelo, in particolare, ha spiegato che veniva effettuato quotidianamente un monitoraggio sulle spese dell'amministrazione e che vi era un impegno costante finalizzato al rispetto del Patto di Stabilità.

TESTIMONIANZE IMPORTANTI E NON
Nel lunghissimo percorso di avvicinamento alla sentenza sono state ascoltate più di 50 persone che a vario titolo hanno parlato delle vicende contestate dal pm con esiti diversi.
Una prima differenza che è saltata all’occhio è stata che i testimoni chiamati dalla procura si sono attenuti più scrupolosamente ai capi di imputazione e dunque alle contestazioni formulate non riuscendo però spesso ad essere accurati come i moltissimi rapporti di polizia prodotti; i testimoni della difesa, invece, spesso si sono distanziati (almeno apparentemente) dai capi di imputazione specifici divagando su rapporti personali con il sindaco, la bontà della sua amministrazione, la correttezza formale delle procedure adottate, disquisizioni su legislazione e diritto amministrativo e tantissime altre circostanze di contorno che hanno descritto il mondo in cui si sono mossi i diversi imputati.
Con le requisitorie si ripercorrerà il film del processo e si “leggeranno” le risultanze dell’esame dei testimoni. Spetterà poi al collegio giudicante (Di Carlo, Colantonio, Di Geronimo) stabilire quante delle contestazioni mosse risultano effettivamente provate.

Alessandro Biancardi