LA CRISI

Pescara Parcheggi, il giorno della verità per il sindaco Mascia

Il primo cittadino ha minacciato di dimettersi

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L'assessore Carlo Masci

L'assessore Carlo Masci

PESCARA. Si preannuncia un Consiglio comunale caldo oggi pomeriggio, a partire dalle 15, per la vicenda di Pescara Parcheggi.

La delibera per il salvataggio della società che gestisce le strisce blu non avrebbe i numeri per passare e nei giorni scorsi il sindaco Luigi Albore Mascia ha minacciato le dimissioni. I lavori di mediazione vanno avanti da giorni e non si sono fermati neppure nel fine settimana. Se oggi dovesse mancare il numero legale o arrivasse una bocciatura sarebbe un duro colpo per la maggioranza di centrodestra. Quello di oggi pomeriggio sarà, infatti, il terzo tentativo di approvare la ricapitalizzazione della Pescara Parcheggi.
L’opposizione fa pressing affinchè il primo cittadino lascia la poltrona ma Carlo Masci, assessore regionale e consigliere comunale, rassicura tutti: «non credo che la giunta di Pescara oggi cada, anzi ne sono sicuro, non ci sono motivi».
Masci fa però qualche critica: «mi piacerebbe che fosse molto più attiva ma in questo momento nel quale ci sono fibrillazioni in tutte le parti, prevale il fatto che oggettivamente al di là di tutto si stanno facendo cose che cambieranno il volto della città»
L’assessore ammette anche che «destano più interesse le battaglie e gli scontri in consiglio comunale che le opere fatte e che saranno realizzate - continua l'assessore - Posso dire che le fibrillazioni politiche non si fermeranno ma non si fermeranno neanche le opere avviate che poi sono l'aspetto che più interessa i cittadini che vedranno la qualità della loro vita migliorata sempre più. Le trasformazioni in atto cambieranno il volto della città».Masci su Pescara Parcheggi parla di una questione «tutta amministrativa. La società, al 100 per cento comunale, è stata amministrata bene ma ha un canone esagerato rispetto all'incasso che produce con i parcheggi».
 La società è nata nel 2009 dopo che il sodalizio che gestiva i parcheggi ha attivato un contenzioso con il Comune lasciando l'incarico. Per gestire il servizio, dopo una breve parentesi interna, è stata creata una società al 100 per cento comunale. Si stabilì un canone di un milione 150mila euro considerando che il Comune aveva un utile massimo di un milione di euro. Dopo qualche mese, la giunta rimodula le tariffe e porta il canone a un milione 950 mila euro perché si pensava che con l'aumento delle tariffe per i parcheggi si potesse incassare di più.
«In questo momento», commenta il segretario cittadino del Pd Stefano Casciano, «le attenzioni sono tutte rivolte all'Udc che pone precise condizioni per poter cambiare il proprio voto contrario espresso fino ad oggi. La verità è che su Pescara Parcheggi prima si e dovuto pagare il prezzo a Pescara Futura, che tanto tiene a questa Società ed al suo amministratore, oggi invece si tratta un prezzo ulteriore con l'Udc».
Per Casciano gli unici che pagheranno un prezzo, se quelle delibere saranno approvate dopo quattro mesi di ritiri e voti contrari del Consiglio comunale, «saranno solamente i cittadini di Pescara e sarà un prezzo molto salato: sette milioni di euro in tre anni. Speriamo che la notte porti consiglio».