IL CASO

Accampati in tenda. Il Pd dalla parte degli sfollati del condominio Uliveto

Ruffini (Pd): «una risoluzione al prossimo consiglio regionale»

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CLAUDIO RUFFINI

Claudio Ruffini

TERAMO. Nessuna novità per gli sfollati del condominio Uliveto di San Nicolò a Tordino.

Si tratta di 36 famiglie che dopo il sisma hanno perso casa e contributo di autonoma sistemazione ed oggi vivono in tende da campeggio a pochi chilometri da Teramo.
Una delegazione del Pd, rappresentata dal consigliere regionale Claudio Ruffini, dal capogruppo comunale Giovanni Cavallari e dal consigliere comunale Gianguido D'Alberto, ha fatto visita alle famiglie del condominio, sabato scorso.
Gli esponenti del Pd hanno promesso agli sfollati una risoluzione che impegni il presidente Chiodi a chiedere al Governo la proroga dei contributi per l'autonoma sistemazione.
Gli sfollati del condomino Uliveto sono diventati un vero e proprio caso da quando il decreto Monti (che ha posto fine allo stato di emergenza per il terremoto abruzzese) non riconosce loro alcun contributo. Dal 30 giugno, con la fine dello stato di emergenza per il sisma, sono terminati gli aiuti per tutti i proprietari di case fino a quelle classificate E (per queste ultime il contributo termina il 31 dicembre).
Tra i malcapitati ci sono anche gli sfollati del condominio Uliveto di San Nicolò a Tordino il cui edificio è stato dichiarato di tipo B (temporaneamente inagibile).
Il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi tempo fa ha incontrato il capo di Gabinetto del Ministro per la coesione territoriale Alfonso Celotto, sottoponendogli la questione. Ad oggi non è cambiato nulla.
«Siamo andati a trovare queste famiglie», ha detto Ruffini dopo la visita di sabato, «per testimoniare a loro la nostra vicinanza e solidarietà. Riteniamo la loro condizione ingiusta ed anche pericolosa dal punto di vista igienico-sanitario visto che alloggiano in tende da campeggio. E' una vicenda paradossale che queste persone si sono ritrovate a subire non per causa loro ma soprattutto per i ritardi e le inefficienze della pubblica amministrazione. Ora le famiglie rischiano di affrontare l'inverno e le intemperie in condizioni disumane. Questi cittadini hanno già patito lunghe sofferenze e molti di loro non sono in condizioni economiche tali da potersi permettere un affitto. La politica e le istituzioni lavorino assieme per ridare dignità a queste vittime della burocrazia e di una pubblica amministrazione distratta e colpevolmente in ritardo».