L'AUDITORIUM DELLE POLEMICHE

Napolitano a L’Aquila, «adesso ricostruite la città»

Dellai: «è lo specchio dell’Italia migliore»

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Napolitano a L'Aquila
L'AQUILA. «Non lo smonteremo mai da qui». «L’ho fatto per voi, fate come volete».

Il giorno dell’inaugurazione dell’auditorium del Parco realizzato nel capoluogo d'Abruzzo, su progetto di Renzo Piano, con poco meno di 7 milioni raccolti dalla Provincia Autonoma di Trento, si è aperta con una chiara presa di posizione del primo cittadino Massimo Cialente in merito alla polemica sulla natura provvisoria o definitiva dell'opera. «Io non lo smonterò mai», ha avvertito il primo cittadino, «per farlo dovranno trovare un altro sindaco e un'altra giunta, ma dubito che lo faranno. Comunque, anche la torre Eiffel doveva essere provvisoria».

«E' fondamentale che l'auditorio sia qua, questo è il luogo più vicino alla zona rossa che abbiamo trovato», ha replicato Piano. «L'ho immaginato temporaneo, di legno, che si possa spostare, poi deciderete voi. Non va pensato - ha aggiunto - che questo luogo rubi spazio alla sala del Castello, non è così».
Nel vicino Forte spagnolo cinquecentesco, reso inagibile dal sisma, c'é infatti una storica sala concerti intitolata a Nino Carloni, il fondatore di tutte le più importanti istituzioni musicali aquilane, a partire dal 1946. «E' una cassa armonica e non a caso abbiamo usato un legno di cui perfino Stradivari andava ad approvvigionarsi per i suoi violini (l'abete rosso della val di Fiemme, ndr). Quando si fa un regalo dev'essere un bel regalo, un gioiello, è una questione di dignità. All'Aquila serve l'eccellenza».
L’opera è ormai una realtà per la città terremotata, il primo segno tangibile di una macchina, quella delle ricostruzione, che prova da mesi e mesi a far rinascere il capoluogo della regione, con scarsi risultati. Adesso si riparte dall’auditorium: « la cultura è importante», ha sottolineato Piano, «qualcuno dice che con la cultura non si mangia ma è un elemento indispensabile per la città». Cialente ha sottolineato che l’opera è anche un segno tangibile di un «legame affettivo con la provincia di Trento, un legame che non si spezzerà mai».

E quando l’ora della festa è scattata fuori c’erano circa duecento aquilani che hanno partecipato nel parco del Castello, e quindi dall'esterno, all'inaugurazione. Una presenza da qualcuno definita piuttosto modesta, forse determinata dalle polemiche sui pass per assistere al concerto dal vivo, o forse dal pericolo di pioggia, subito rientrato. I presenti, comunque, hanno assistito al concerto dell'orchestra Mozart, diretto da Claudio Abbado, da un maxischermo installato di fronte alla nuova struttura per la musica.
Tra gli ospiti dell’architetto Piano è arrivato Roberto Benigni e immediatamente la città si è scaldata. Il comico, accompagnato dalla moglie Nicoletta Braschi, è spuntato a sorpresa da uno dei vicoli che portano verso il nuovo auditorium e subito è scattato l'entusiasmo e l'applauso della piazza che si è stretta intorno a lui. Benigni non si è sottratto e ai giornalisti che lo accerchiavano, ha detto che L'Aquila è «una città bellissima e che va ricostruita». «Anzi, mi vorrei comprare una casa a L'Aquila».
Poco dopo è arrivato anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano : «è l'ora di ricostruire», ha detto perentorio. «Ho ricevuto dal ministro Barca molti elementi concreti sui lavori in corso e sui finanziamenti decisi» sia privati che pubblici. «Mi pare ci siano prospettive serie», ha proseguito Napolitano, «è tempo di pensare a ricostruire la citta' al di la' di precedenti esperienze che puntavano piuttosto a costruire fuori. Oggi costruiamo dentro e mi pare la strada giusta».
Napolitano ha poi tributato un «grazie di cuore» al maestro Claudio Abbado, all'Orchestra Mozart e a Renzo Piano, che hanno permesso, con l'inaugurazione dell’ auditorium «il ritorno alla vita della grande cultura musicale in questa città».

«SOLDI DEI CITTADINI NON SOLO PER LE FESTICCIOLE»
«L'Italia è molto migliore di come la si rappresenta. Non ovunque i soldi dei cittadini vengono usati per fare festicciole», ha detto invece il presidente della Provincia autonoma di Trento, Lorenzo Dellai, «Parlare di vita normale significa avere ancora lo stimolo e l'occasione per stare assieme, per riappropriarsi degli spazi pubblici». Sono stati oltre 2.758 i trentini che si sono alternati, in grande maggioranza volontari, ma anche tecnici della Provincia autonoma di Trento e rappresentanti di associazioni e ordini professionali. «Abbiamo costruito oltre 450 alloggi, due chiese, tre scuole e altre strutture civili. Per chiudere la nostra presenza qui ci sembrava bello lasciare un dono dal grande significato simbolico». L'Auditorium è stato interamente realizzato in legno della Valle di Fiemme. Il suo 'cuore' - un sistema di pannelli acustici, sempre in legno trentino - sfrutta invece le peculiari caratteristiche dell'abete di risonanza delle foreste di Paneveggio, che lo trasforma in una grande cassa armonica. «Non ne guadagna solo il profilo acustico - ha fatto notare Dellai - ma anche la sicurezza (si pensi all'elasticità che rende l'edificio in legno più 'performante' in termini anti-sisma) e il risparmio energetico».

LE PROTESTE
Dopo il volantinaggio della mattina - un appello al presidente della Repubblica affinché sensibilizzi politica regionale e nazionale contro i tagli alla cultura -, nel pomeriggio i lavoratori dello spettacolo, che sollecitano una maggiore attenzione al settore, hanno denunciato la situazione critica della cultura all'Aquila, si sono limitati a spostare lo striscione innalzato affinché fosse più visibile al passaggio del presidente della Repubblica. Il sindacato delle forze dell'ordine Coisp ha invece tentato, ma senza riuscirvi, di consegnare una lettera al presidente Napolitano, per denunciare il taglio dei poliziotti aggregati alla Questura dell'Aquila da subito dopo il sisma dell'aprile 2009.