SALVACONDANNATI

Il Comune di Montesilvano vuole rinunciare a chiedere i danni ai condannati

Una mozione di Pavone (Pd) innesca una pericolosa polemica. Spaccatura nel centrosinistra

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Massimiliano Pavone

Massimiliano Pavone

MONTESILVANO. Da che parte sta l’Istituzione Comune di Montesilvano? Gli uomini eletti come rappresentanti del popolo per chi prestano la loro opera? Il ruolo di consiglieri comunali o di assessori viene assolto seguendo il rispetto di tutte le norme?

Alla fine si riduce a queste poche domande la polemica recente innescata su una mozione presentata da Massimiliano Pavone, capogruppo del Pd da oltre 30 anni in Consiglio.
L'ente pubblico deve chiedere i danni a chi eventualmente sarà condannato dalla magistratura? E' questo il punto nodale dell a questione che presuppone, appunto, condanne.  
In pratica con la mozione datata giugno 2012, poco dopo la vittoria di Di Mattia, e di cui pare vi siano due versioni, si chiede di revocare la costituzione di parte civile del Comune nel processo “Ciclone” in corso a Pescara. Nel 2008 l’allora sindaco Pasquale Cordoma (Pdl) fece votare la costituzione di parte civile (finalizzata a richiedere i danni in caso di condanna degli imputati) contro gli ex sindaci Cantagallo e Gallerati (per quest’ultimo è sopraggiunta la prescrizione).
L’incarico fu affidato all’avvocato Tommaso Mancini, difensore di alcuni brigatisti rossi.
La scelta della giunta Cordoma è parsa un atto dovuto vista la rilevanza delle contestazioni (presunte tangenti e utilizzo delle istituzioni pubbliche per fini diversi) che potrebbe portare ad un ristoro -seppure minimo- degli eventuali danni che la magistratura potrà riconoscere alla fine del processo. Insomma soldi per le casse pubbliche in considerazione di una cattiva amministrazione che ha violato la legge (sempre in caso di condanna).
La costituzione di parte civile non sortirebbe, invece, alcun effetto in caso di assoluzione degli imputati.
La coerenza tuttavia non è il forte del Pdl poiché anche l’ex sindaco Cordoma (Pdl) alla fine dei conti può ‘vantare’ numerose inchieste e avvisi di garanzia, anche per fatti molto gravi come quello dei concorsi truccati, pochissimi mesi dopo il suo insediamento.
In questo caso la stessa giunta che aveva proclamato che per senso di giustizia, e non di vendetta, si era costituita parte civile contro l’avversario politico Cantagallo, ha deciso in senso contrario circa la non costituzione di parte civile nei processi che vedono imputati Cordoma e Sospiri.
Un pessimo esempio di coerenza e di amministrazione pubblica se è vero che bisogna rappresentare il popolo e solo a questo bisogna pensare. Invece gli interessi privati hanno prevalso sulla amministrazione pubblica, un episodio spiacevole che non ha registrato una adeguata reazione dell’opposizione  (che ha però proposto avvocati gratis)
Registrando tutto questo Paone (Pd) ha sottolineato nella sua mozione questa schizofrenia di comportamenti dell’ente Comune arrivando però al risultato di ritirare tutte le costituzioni di parte civile, cioè rinunciare a chiedere i danni in tutti i processi nei quali vi saranno condanne.
Un modo strano di pensare all’interesse pubblico che ha fatto subito arrivare alla fin troppo facile conclusione di un salvacondotto per coloro che sono sotto processo e rischiano (tra i quali Cantagallo ma non solo).
Le delibere che il consiglio chiede di cassare sono la 258/2008, 235/2008, 374/2008, 141/2009 e 165/2010.
Secondo una ulteriore versione della mozione Paone, invece, si chiederebbe la costituzione di parte civile in tutti i processi. Non si capisce se entrambe le versioni delle mozioni sono al momento in discussione o soltanto una. Al momento non è facile dire se saranno ritirate o in alternativa quale passerà.
Sta di fatto che questo macigno che pesa sull’intero Consiglio sta scatenando veleni e spaccature nel centro sinistra di Attilio Di Mattia tanto da far andare deserto anche lo scorso Consiglio comunale.

PDL FAVOREVOLE SEMPRE ALLA COSTITUZIONE
Il Pdl oggi parla di coerenza e si dice favorevole affinchè il Comune sia presente in tutti i processi.
«E’ giusto alla luce delle sentenze definitive», dice Manola Musa (Pdl), «che chiunque sarà condannato perchè ha usato in maniera illegale il potere che l'incarico politico gli ha conferito sia costretto a risarcire il danno provocato all'immagine del nostro Comune che per troppo tempo è stato alla ribalta della stampa, anche nazionale, perchè tacciato di corruzione. Nessun timore per chi con dedizione ha svolto il suo incarico con onestà e trasparenza. Grande senso di responsabilità per chi innanzi al giudizio della magistratura non ha da temere se nessun reato sa di aver commesso. Stesso peso e stessa misura sia che si tratti di destra o di sinistra, che si tratti di amministratori delle passate legislature o di amministratori oggi in carica qualora se ne ravvisasse la necessità».
L’ex sindaco Cordoma alla vigilia delle scorse elezioni ha rotto con il Pdl per entrare nel Grande Sud senza essere eletto.

GALLERATI VUOLE IL DIBATTITO PUBBLICO

L'ex sindaco Renzo Gallerati invece contesta la competenza del consiglio e dice di non voler alcun salvacondotto per alcun amministratore ma chiede che si tenga un dibattito pubblico sulle regioni della spesa pubblica per il contenzioso penale a carico dei bilanci comunali a seguito di sentenze pronunciate nei confronti di amministratori pubblici.

«Ho memoria», dice, «di dispositivi di sentenza (di vario grado) depositati presso i relativi uffici giudiziari  (e del Comune) per persone che conosco, chiamate a rispondere di vari reati penali ed illeciti contabili dal 1980. Ho contezza anche delle coperture dei capitoli di bilancio per fronteggiare la mole di parcelle professionali liquidate a professionisti del Foro competente e diversi consulenti di parte.  Meglio che dibattere sull'opportunità di costuituirsi partre civile, anche nei confronti di Lillo Cordoma (mi pare che siano persino decorsi i termini), reputerei opportuna una riflessione a Palazzo Civico, con la presidenza affidata ad un Magistrato della Corte dei Conti,  sull'utilizzo di tante risorse pubbliche impegnate per la difesa di imputati, nella stragrande maggioranza dei casi risultati assolti in sede penale e contabile (anche in successivi gradi di giudizio)».


Intanto sul caso si stanno scomodando alcuni legali ai quali è stato chiesto se vi sia un eventuale rischio penale dei consiglieri comunali favorevoli alla mozione per il ritiro della costituzione di parte civile da tutti i processi.
Il rischio di violazioni penali sarebbe molto alto e potrebbe assumere diverse sfumature a seconda di come si vede la scelta della decisione del Consiglio. Si potrebbe essere in presenza di una non «imparziale gestione dell’ente pubblico» e dunque sarebbe violato quel «buon andamento» che la legge prescrive oltre al fatto di calpestare in maniera eclatante l'interesse pubblico. In caso di condanna degli imputati nei processi, e dunque in presenza di una concreta possibilità di ottenere il risarcimento del danno da parte del Comune, i consiglieri comunali che avessero votato il ritiro della costituzione di parte civile potrebbero rispondere in solido anche nell’ambito di un giudizio innescato davanti alla Corte dei Conti.
Eppure il rischio penale e amministrativo potrebbe non essere la cosa più grave per Montesilvano, una città che conta sindaci indagati dal 1980.