INAUGURAZIONE E POLEMICHE

Auditorium L’Aquila, Piano: «è un ripiego»

Ancora polemiche alla vigilia dell’inaugurazione

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Interno auditorium

Interno auditorium

L’AQUILA. «L'auditorium rispetto all'idea iniziale è un ripiegamento».

Parola di Renzo Piano l’archistar che a L’Espresso, a pochi giorni dall’inaugurazione del complesso, ha spiegato tutte le proprie perplessità.
L’architetto ha riferito con rammarico che l’auditorium, rispetto alla sua idea iniziale di ricostruzione, sia alla fine solo un ripiego. La struttura nasce «provvisoria, non definitiva», dice ancora Piano. «E' smontabile e ricostruibile altrove a costi ragionevoli».
Un punto che al Comune de L’Aquila, pare, non essere stato nel corso dei mesi molto chiaro. E Piano, anche dopo l’intervista al settimanale ribadisce in una nota: «il progetto dell'auditorium del castello é sempre stato inteso come un progetto provvisorio, che dovrà trovare in futuro una diversa collocazione». Non c’è altra via.
Poi racconta che avrebbe lavorato usando «trecniche selettive e legno», come aveva già fatto ad Otranto ma a L'Aquila fu bloccato da Massimo Cialente e Lorenza Dellai, presidente della Provincia di Trento, dietro di loro il diktat di Bertolaso
Le dichiarazioni dell’architetto hanno riaperto il dibattito in città a due giorni dall’inaugurazione che si terrà domenica alle ore 18 con il concerto dell’Orchestra Mozart diretta da Claudio Abbado.
«Oggi ci troviamo, attraverso una singolare delibera della Giunta comunale»,  protesta il vice presidente vicario del Consiglio regionale Giorgio De Matteis, «di fronte alla realizzazione di un’opera definita ‘temporanea’, costata 6 milioni di euro, che poggia su fondamenta in ferro e cemento per diversi metri, in un luogo in cui gran parte della città non si riconosce. Queste modalità di scelta – continua il vice presidente – legate a provvisorietà e scarsa lungimiranza, fanno sì che una struttura di questo tipo diventi l’emblema della precarietà».
 Se poi si aggiunge a questo il numero assai ridotto di posti disponibili, oltre che precaria, diventa pure un corpo estraneo nel tessuto sociale della città. Posti, neanche a dirlo, già riservatissimi per la ‘prima’: appena 110 sedute saranno riservate ai cittadini, 140 saranno per le autorità, 30 agli operai e 24 ai progettisti.
Proprio De Matteis, così come il consigliere  Ettore Di Cesare, hanno deciso  di non presenziare all'evento inaugurale (al quale parteciperà anche il presidente della Repubblica Napolitano) per lasciare il posto ai cittadini.
Ma la trovata non è stata gradita dall’assessore Pietro Di Stefano: «l'ostentato 'no' alla cerimonia ha offerto loro l'occasione per non essere confusi tra i rappresentanti istituzionali, per diventare quei rappresentanti istituzionali che aborriscono l'istituzione che rappresentano».
Sempre Di Stefano, però, spiega che mentre i due annunciavano alla stampa la loro assenza, confermavano invece  al sindaco la loro presenza. «E’ una farsa», sbotta l’assessore.