CRISI IN COMUNE

Pescara Parcheggi, in attesa del voto l’opposizione fa pressing: «Mascia si dimetta»

Lunedì giornata importantissima, sindaco minaccia di lasciare

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MASCIA AL MERCATO

Il sindaco Mascia al mercato

PESCARA. Il sindaco Luigi Albore Mascia appeso alla votazione della delibera su Pescara Parcheggi.

Se lunedì il Consiglio (è la terza volta che si tenta) riuscirà a votare la ricapitalizzazione della società partecipata allora, forse, il primo cittadino potrebbe essere salvo altrimenti il rischio dimissioni è dietro l’angolo.
Proprio Mascia ha minacciato di andare via già nei giorni scorsi quando i numeri non gli hanno consentito di votare e chiudere la faccenda: la mancanza del quorum si è trasformato in uno scontro acceso nella maggioranza e un aut aut gridato a gran voce dal sindaco: o siamo compatti o mollo tutto.
Ieri, durante la riunione di maggioranza non sono arrivate le risposte che Mascia voleva sentire. A premere verso le dimissioni non è solo l’opposizione ma anche l’Udc che, dopo l’uscita dalla giunta di Serraiocco (a causa dell’indagine della magistratura che lo coinvolge), mantiene un atteggiamento distaccato e fa sapere che deciderà solo nelle prossime ore come votare. Secondo indiscrezioni del quotidiano Il Tempo, però, non ci sarebbe alcun rischio e la maggioranza, Udc compreso, voterà compatta lunedì in aula.

«L’amministrazione comunale non ha più la maggioranza per governare la città», dice con fermezza il capogruppo del Pd Moreno Di Pietrantonio che questa mattina ha chiesto le dimissioni del sindaco in conferenza stampa insieme ai colleghi d’opposizione. «Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, le beghe tra i partiti della maggioranza, in particolare tra il gruppo Masci, il sindaco e il resto della maggioranza, inutili, patetici e dannose dimostrazione di forza hanno determinato l’inerzia dell’amministrazione purtroppo sulla pelle della città e dei cittadini».
Insomma, per Di Pietrantonio è l’ora di tornare alle urne: «ci sono donne e uomini con capacità, competenze e soprattutto passione e voglia di fare per la città, quello che è mancato in questi tre anni, Pescara merita di più. Pescara ha il diritto di tornare ad essere pulsante, dinamica, intraprendente e culturalmente all’avanguardia come è sempre stata prima che venisse mortificata da un’amministrazione indifferente ed irresponsabile».
Sulla stessa linea d’onda anche Massimiliano Pignoli di Fli: «Mascia deve dimettersi. La questione Pescara Parcheggi ha certificato il fallimento, prima amministrativo e poi politico della sua amministrazione».
Per l’esponente di Futuro e Libertò, però, non è questione solo di numeri: «hanno mal governato questa città non esiste più e quindi la soluzione è una sola. Le urne».

PDL: «MAGGIORANZA SALDA, MASCIA HA DATO SCOSSONE»
«Come può oggi il centrosinistra sollecitare le dimissioni del sindaco», chiede il capogruppo del Pdl Armando Foschi, «dopo che lo stesso centrosinistra ha rifiutato le proprie dimissioni dopo l’arresto addirittura dello stesso sindaco, ossia del capo di quell’amministrazione, nella fredda notte del 15 dicembre 2008? Delle due l’una: il centrosinistra manca di memoria o di senso della realtà».
Per Foschi  la maggioranza Mascia aveva solo bisogno di un attimo di chiarezza, «probabilmente anche di uno scossone per ricordare a tutti perché siamo stati eletti e merito del sindaco è stato quello di aver capito quando era arrivato il momento per dare lo scossone, al quale stanno facendo seguito incontri, riunioni e confronti aperti e trasparenti. Ma il centrosinistra non è abituato a quest’aria di democrazia: come non ricordare quando l’ex sindaco D’Alfonso, per obbligare due consiglieri comunali, Ugo Zuccarini e Palka, a votare la delibera sulle coppie di fatto, su cui si giocava il già precario equilibrio politico della sua maggioranza con Rifondazione comunista, non esitò a trattenere fisicamente in aula i due poveri malcapitati, costretti, loro malgrado, a restare seduti sugli scranni e a votare per non far mancare il numero legale e far crollare il castello del centrosinistra che già cominciava a scricchiolare».
Foschi ricorda inoltre che la delibera su Pescara Parcheggi non è stata bocciata, ma la votazione «è stata solo rinviata» e rimanda al mittente le accuse sulla pessima amministrazione: «la città ha ha finalmente cambiato rotta e sta cambiando volto, assumendo quello di una città di respiro europeo, una città veloce, dinamica, che pian piano sta risolvendo tutti quei problemi ereditati da chi non ha avuto, in precedenza, le necessarie capacità e qualità per governarla».