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Vasto, è ancora allarme punteruolo rosso

Ivo Menna accusa le amministrazioni locali

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Vasto, è ancora allarme punteruolo rosso
VASTO. E’ un piccolo parassita che si insinua nelle palme e le distrugge.

Direttamente dall’Asia il punteruolo rosso è arrivato a Vasto Marina e Vasto città, come in tutto Abruzzo, già l’anno scorso.
E adesso è tornato. L’allarme arriva dall’ambientalista Ivo Menna preoccupato ed anche arrabbiato.
Menna punta il dito contro le amministrazioni passate che in maniera poco oculata hanno deciso di piantumare queste specie. Non è venuto in mente neanche agli antichi Romani duemila anni fa, di importare palme dall’Africa, ha detto Menna, «invece questa idea balzana è stata partorita dalle amministrazioni locali che non hanno calcolato le caratteristiche naturali del territorio collinare e marittimo, completamente inadatto alle palme. L’allarme del punteruolo rosso che attacca e uccide le palme facendone strage era prevedibile stante i cambiamenti climatici e l’assoluta scarsa attenzione alla difesa dell’ambiente da parte di ogni amministrazione, nonostante i proclami di componenti politiche che si richiamano ad essa».
Menna rimpiange «i soldi  sperperati (decine di migliaia di euro per piantumare palme), ed i tempi in cui nel Parco Diomedeo, (sotto la strada provinciale e ai confini con la statale 16), oltre venti anni fa i giardinieri del Comune piantavano specie di ogni genere».
Secondo l’ambientalista, «è il caso che gli imprenditori privati turistici comincino a investire come consorzio per sostituire e piantare specie vegetali non sostituendosi all’amministrazione, ma concorrendo ad arricchire la città insieme ad essa».
Il discorso poi si allarga. Menna accusa i politici locali di scarsa attenzione al verde ed alla natura.
«Che fina ha fatto la legge Rutelli numero 113/del 1992 che impone ad ogni Comune la piantumazione di un albero per ogni bambino registrato? Perché qui a Vasto non viene applicata?»
A Vasto sono nati 347 bambini nel 2011, di cui 31 stranieri, e nel 2012 i nati sono 290. Se si fosse rispettata la legge Rutelli a quest’ora in città ci sarebbero circa 650 alberi senza spese per il Comune, secondo l’ambientalista.
E la proposta di Menna è chiara e diretta: «non sarebbe opportuno che l’assessore all’Ambiente e tutti i consiglieri comunali di centro destra e centro sinistra decidessero di scegliere come obiettivo prioritario una grande azione per la protezione del verde, dell’ambiente e della salute incrementando la manutenzione del verde?  Non si può ipotizzare anche in questo caso pensare a qualche nuovo posto di lavoro per i giovani vista la drammaticità della crisi che ci rende attoniti e ci assale quotidianamente? Non sarebbe un buon esempio?».