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Tangenti, «4 milioni e mezzo di italiani coinvolti»

Lo dice il dossier di Libera, Legambiente e Avviso Pubblico

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Tangenti, «4 milioni e mezzo di italiani coinvolti»
ROMA. In Italia, i soldi sperperati a causa della corruzione sono 50-60 miliardi di euro l’anno.

Libera, Legambiente e Avviso Pubblico hanno presentato, ieri,  il dossier “Corruzione, le cifre della tassa occulta che inquina ed impoverisce il paese”.Un’indagine a tutto tondo sugli effetti della corruzione in termini di Pil, di mortalità e produttività.
Dallo studio risulta che il 12% degli italiani ha subito la richiesta di una tangente contro l’8% europeo. Dal 1° gennaio 2010 sono state 78 le inchieste relative ad episodi di corruzione ambientale, 15 le regioni coinvolte, 34  le Procure impegnate.

ECCO QUANTO  CI  COSTA LA CORRUZIONE
Secondo la World Bank, nel mondo si pagano ogni anno più di 1.000 miliardi di dollari in tangenti e si spreca, a causa della corruzione, circa il 3 per cento del Pil mondiale.
In Italia, i soldi sperperati a causa della corruzione sono 50-60 miliardi di euro l’anno. Il fenomeno determina una riduzione annua del prodotto interno lordo pari allo 0,39% e  dello 0,4% del reddito pro capite. In Italia si calcola, nel decennio 2001-2011, una perdita di ricchezza pari a circa 10 miliardi di euro annui in termini di prodotto interno lordo, circa 170 euro annui di reddito pro capite ed oltre il 6 % in termini di produttività.

CORRUZIONE AMBIENTALE

Il fenomeno della corruzione ambientale è molto diffuso. Sempre più spesso gli amministratori pubblici rilasciano autorizzazioni ambientali, concessioni edilizie, in cambio di tangenti.
I numeri dell’indagine parlano chiaro: dal 1 gennaio 2010 al 30 settembre 2012 sono state 78 le inchieste su corruzione ambientale, in particolare sul ciclo illegale dei rifiuti (dai traffici illeciti agli appalti per la raccolta e la gestione dei rifiuti fino alle bonifiche); sul ciclo illegale del cemento (dall’urbanistica alle lottizzazioni, dalle licenze edilizie agli appalti pubblici); sulle autorizzazioni e la realizzazione di impianti eolici e fotovoltaici.
Così come non sono mancate inchieste sulle grandi opere, emergenze ambientali ed interventi di ricostruzione. Spesso le tangenti impediscono seri controlli sui processi di costruzione e permettono quindi l’impiego di materiali scadenti.
«Ci si può chiedere», dicono Legambiente, Libera e Avviso Pubblico, «quante tra le 27 vittime del sisma in Emilia Romagna nel 2012, le 308 vittime del terremoto in Abruzzo del 2009, le 30 di San Giuliano di Puglia nel 2001, le 2914 in Irpinia nel 1980, le 989 in Friuli nel 1976, le 370 nel Belice nel 1968 abbiano perso la vita per via di costruzioni scadenti».
In totale sono 15 le regioni coinvolte nelle inchieste, con 34 procure impegnate distribuite tra Nord (13), Centro (11) e Sud Italia (10). Le persone arrestate complessivamente, per reati che vanno dalla corruzione all’associazione a delinquere, dal traffico illecito di rifiuti al riciclaggio, dal falso in atto pubblico alla truffa aggravata, sono state 1.109. I maggiori arresti si sono concentrati nelle regioni del nord Italia(442, pari al 39,9%) e nel sud (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia), con 409 ordinanze di custodia cautelare, pari al 36,9% del totale nazionale. In particolare in Calabria il numero di persone arrestate è di 224, seguita da Piemonte (210), Lombardia (209), Toscana (154) e Campania (130).

CORRUZIONE E MORTI INFANTILI
Lo studio ha dimostrato una correlazione tra corruzione e mortalità infantile. I soldi pubblici impiegati  nella corruzione vengono sottratti a programmi di cura, assistenza e prevenzione della malattie dei bambini. In Italia nel 2010 il tasso di mortalità infantile è stato del 3,7 per mille, pari all’incirca a 12.638 bambini deceduti in quella fascia d’età.

CORRUZIONE  E  DISAFFEZIONE  POLITICA
Ma la corruzione ha effetti negativi  anche sul rapporto tra elettori e politici. «Non sorprende che nel 2010 i partiti siano ritenuti dal 56,5 per cento degli italiani “estremamente corrotti”», dice il dossier, «percentuale in crescita rispetto al 54 per cento del 2007 e al 44 per cento del 2006. Nel 2011 il 67 per cento degli italiani ritiene che dare e ricevere tangenti e abusare del proprio ruolo per fini privati sia pratica diffusa tra i politici di livello nazionale. Per il 57 e il 53 per cento degli italiani le tangenti sono prassi corrente anche per i politici di livello regionale e locale».
In questo contesto, secondo Legambiente, Libera e Avviso Pubblico diventa fondamentale approvare il disegno di legge anticorruzione.
«Il disegno di legge attualmente in discussione al Senato», dicono le associazioni, «cerca di attuare un'importante riforma, ma viene fortemente ostacolato: a parole tutti sono contro la corruzione, tutti si sono indignati in questi giorni per alcune vicende veramente disgustose, ma nessuno passa ai fatti. Con il disegno di legge anti corruzione, per la prima volta a vent’anni dalle inchieste di “Mani pulite”, la classe politica affronta il problema della repressione penale e alcuni profili di prevenzione dei reati di corruzione. Nel testo approvato alla Camera verrebbero introdotte nel nostro ordinamento fattispecie come la corruzione privata ed il traffico di influenze illecite (ossia le attività di intermediazione a fini di corruzione). Il reato di corruzione per atto d’ufficio verrebbe convertito in “corruzione per l’esercizio della funzione”, coprendo così i frequenti casi di funzionari o politici “a libro paga” dei corruttori. E’ possibile, insomma migliorare il testo approvato alla Camera e farlo in tempi brevi, introducendo, ad esempio, il reato di autoriciclaggio, inasprendo le pene per la nuova formulazione del reato di concussione per induzione, accelerando quanto più possibile i tempi per l’introduzione di norme che prevedono l’incandidabilità di chi è condannato per corruzione».
Libera, Legambiente e Avviso Pubblico chiedono, in particolare, che venga applicata la confisca dei beni ai corrotti, già presente nella finanziaria del 2007.
«Come i mafiosi, i corrotti devono restituire tutto alla collettività», gridano le associazioni, «venga tolto il bottino ai ladri di futuro».