6 APRILE 2009

Truffa ricostruzione, ai periti due mesi di tempo per i sopralluoghi

I lavori dovranno concludersi entro l’11 dicembre

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Truffa ricostruzione, ai periti due mesi di tempo per i sopralluoghi
L'AQUILA. Dovranno concludersi entro il prossimo 11 dicembre i sopralluoghi ai cantieri coinvolti nell'inchiesta nota come "Ricostruziopoli".

Ad indagare la procura della Repubblica dell'Aquila, che ha scoperto una presunta truffa da circa 500 mila euro sui lavori di ricostruzione "leggera" post-sisma, che sarebbero stati gonfiati per ottenere un profitto. Nell'indagine è stato arrestato ai domiciliari l'imprenditore aquilano Carlo Ciotti e indagate altre 42 persone, 13 tecnici e 29 proprietari e committenti dei lavori.
A stabilire i termini il gip del tribunale del capoluogo, Giuseppe Romano Gargarella, nell'udienza che si è svolta ieri in cui ha assegnato l'incarico peritale all'ingegnere pescarese Carlo Galimberti.
Quest'ultimo dovrà controllare cantiere per cantiere là dove l'accusa ha riscontrato irregolarità: 58 lavori in base all'ordinanza di custodia cautelare, anche se oggi il pubblico ministero Antonietta Picardi ha parlato di 59. L'udienza è stata aggiornata a sette giorni dopo la consegna delle risultanze, il 18 dicembre prossimo. In quella data Gargarella deciderà anche sulla richiesta di interdizione per i 13 tecnici coinvolti.
Dovrebbe invece arrivare prima, la settimana prossima, una volta chiuse le indagini, il verdetto sull'istanza di rimessione in libertà presentata dall'avvocato di Ciotti, Ferdinando Paone. La prima è stata accolta solo parzialmente: Gargarella ha revocato il divieto di avere contatti con l'esterno ma non i domiciliari.
L’inchiesta ha avuto inizio circa un anno e mezzo fa,  grazie a diverse denunce pervenute da cittadini terremotati che, a fronte della constatazione di lavori rendicontati in misura e maniera ben diversa dal reale, hanno deciso di rivolgersi alla Magistratura ed alla Guardia di Finanza.
Ciotti, che risulta iscritto alla Camera di Commercio come “piccolo imprenditore”, titolare di ditta individuale artigiana, all’indomani del terremoto era riuscito ad accaparrarsi un numero rilevantissimo di lavori privati di ricostruzione - oltre 160 cantieri - tanto da risultare secondo solo ad un paio di note di società di capitali operanti nell’edilizia, nella classifica degli affidamenti.