I CONTI NON TORNANO

Porto Pescara. Articolo 3:«Con i costi di un solo dragaggio noi aspiriamo sabbia per 10 anni»

Uno studio dell’associazione illustra i prezzi per effettuare velocemente il dragaggio.

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Antonella Allegrino

Antonella Allegrino

PESCARA. In primo luogo una legge regionale, poi una istituzione che sia l’ente gestore, in terzo luogo il dragaggio fatto come routine per aspirare continuamente i fanghi in eccesso dal sedime portuale.

Sono queste le ipotesi del “progetto” presentato questa mattina dall’associazione “Articolo 3” di Antonella Allegrino che prima di pensare al nuovo progetto milionario da realizzare illustra le modalità per arrivare ad un dragaggio “leggero”, cioè meno burocraticamente impattante e dunque più veloce da espletare.
La procedura secondo quanto illustra l’associazione sarebbe veloce anche grazia al fatto che i fanghi «sarebbero poi utili al ripascimento» e sarebbero dunque rigettati a mare dopo i trattamenti. Particolare che però prevede probabilmente l’assenza totale di veleni, cosa che per ora non sarebbe esclusa con assoluta certezza.
Una legge regionale dovrebbe costituire un soggetto giuridico di gestione per le attività permanenti di dragaggio nel porto canale di Pescara ma anche di altri porti che avranno interesse a usufruire dei servizi di sicurezza, manutenzione, estrazione, trattamenti e riciclo offerti.


«Chiediamo con forza e determinazione alla Regione Abruzzo di legiferare», ha detto Allegrino, «noi di “Articolo 3”, società civile, abbiamo studiato la soluzione, per noi definitiva, elaborando alcune ipotesi di costi per draga, impianti, trasporto e gestione, grazie ad una approfondita ricerca e con preventivi di imprese fornitrici leader di settore e di servizi che già si dedicano con successo a questa innovativa attività – prosegue la Presidente di “Articolo 3” – informazioni che dimostrano l'enorme possibilità di attivare un servizio efficiente e di risparmiare notevoli risorse pubbliche, milioni di euro che si spendono quando bisogna affrontare l'emergenza. Da oggi trasferiamo questi dati ai Consiglieri Regionali che vorranno condividere questa linea di intervento e se la Regione non legifererà raccoglieremo le firme necessarie per la presentazione di una proposta di legge regionale popolare. In tempi di crisi è drammatico pensare che si debba spendere per un solo dragaggio emergenziale (comunque ora necessario e urgente) 14 milioni di euro, una cifra con la quale si potrebbe acquistare l'intera filiera dell'impianto di gestione, costi d'esercizio compresi per almeno 10/15 anni, come i nostri dati dimostrano».

Il soggetto giuridico di gestione dragaggio –sempre secondo Allegrino- sarà non solo compatibile ma, anzi, «perfettamente integrato con gli obiettivi del Piano regolatore portuale di Pescara».
Come detto «i fanghi trattati e lavati sono utili al ripascimento delle coste, alla realizzazione di banchine e moli e soprattutto alla produzione di materiali per l'edilizia, l'industria e l'asfalto. Creerà posti di lavoro e i suoi servizi saranno messi a disposizione anche di porti nazionali alle prese con questo problema».
Di buono c’è che l’associazione fornisce tanto di preventivi firmati di tre ditte che effettivamente certificano i costi delle opere per il dragaggio.
Allora ritorniamo alla iniziale "diabolica" domanda: per quale ragione per dragare 200mila metri cubi di sabbia a Pescara l’appalto prevede 14milioni di euro mentre una associazione dimostra che con quel prezzo si possano garantire fondali per 15 anni?

ARTICOLO 3 PREZZI DRAGAGGIO