GESTIONE PUBBLICA

Impianti risalita Prati di Tivo: gestione scaduta e si rischia demolizione

Oggi riunione presso la Provincia di Teramo

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2751

prati di tivo gran sasso teramano
PRATI DI TIVO. Il contratto di gestione degli impianti di risalita di Prati di Tivo è scaduto.

Le istituzioni pensano a soluzioni per garantire la continuità del servizio, in vista della stagione invernale.
L’impianto, di proprietà della Provincia di Teramo, è controllato dalla società Gran Sasso Teramano, presieduta da Marco Bacchion e dall’amministratore delegato, Fernando Marsilii.
Si tratta del servizio di seggiovia e cabinovia, nella località sciistica di Prati di Tivo. La struttura è stata rinnovata di recente con investimenti pubblici di migliaia di euro ed è stata gestita (fino al 30 settembre) dalla Siget srl e la Fas (Ferrovia Adriatica Sangritana), in base ad un contratto di servizio.
Ieri in un incontro in Provincia di Teramo, è stato firmato un accordo con l’azienda Siget che prevede misure a favore dei lavoratori dell’impianto (ammortizzatori sociali in deroga, fino al 31 dicembre). Ma non c’è molto tempo per ragione. A breve bisognerà trovare una soluzione altrimenti sarà a rischio la stagione sciistica. C’è meno di un mese di tempo, in pratica, per i collaudi e i lavori di preparazione delle piste. E a bloccare tutto, nonostante un bando per la gestione dei prossimi 15 anni già pronto, è una ordinanza di demolizione emessa dal Comune di Isola che sostiene che la stazione della nuova funivia e la biglietteria siano ‘sconfinati’ nell’area comunale di Isola del Gran Sasso. Gli edifici non sono accatastati e dunque risultano abusivi.
Nei prossimi giorni è previsto un incontro con il sindaco Alfredo Di Varano e si spera di chiarire la questione.
Gli assessori provinciali Eva Guardiani con delega al Lavoro ed alla Formazione ed Ezio Vannucci con delega alle Attività Produttive, si sono impegnati per trovare la soluzione capace di garantire la continuità dell'attività.
Nei prossimi giorni verrà convocato un tavolo di confronto alla presenza di tutti gli attori interessati (Camera di Commercio, Regione Abruzzo, Comunità montana zona “o”, Comuni di Pietracamela, Fano Adriano, Crognaleto, Teramo, Montorio e soggetti privati del territorio montano).
La riapertura in tempi certi, ha detto Filt Cgil Teramo, «di un'attività che è di grande valenza turistica, economica e strategica per lo sviluppo turistico e ambientale del versante teramano è importante; le conseguenze si riverserebbero altrimenti sul personale dipendente altamente qualificato (30 lavoratori, tra effettivi e stagionali) che da anni svolge servizio su questi delicati impianti. Per non parlare della ricaduta abbastanza negativa su tutte le attività del comprensorio e sul cosiddetto indotto (alberghi, bar, ristoranti)».