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Unione universitari: «riattivate i trasporti verso l’università de L’Aquila»

«Disponibili 2 mln di euro ma dal Ministero è silenzio»

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L’AQUILA. «Riattivate il servizio di trasporto su gomma per gli studenti dell’Università de L’Aquila, per l’anno 2012-2013».

E’ l’appello dell’Unione universitari, a Regione e Ministero.
Il servizio, attivo nel 2009-2010, ha permesso agli studenti fuori sede (quelli che non potevano permettersi un alloggio in città) di frequentare le lezioni. I fondi per riattivarlo ci sono (2mln di euro messi a disposizione dalla Protezione Civile) ma qualche cavillo burocratico rischia di bloccare tutto.
«Da parte del Ministro», ha detto Unione Universitari,«c’è stato solo silenzio e ad oggi, con l’attività didattica che si appresta ad iniziare, siamo stati solo rassicurati e liquidati con un ministeriale: “gli universitari hanno diritto a questo servizio e non saranno cavilli burocratici ad interromperlo”. Alle parole seguano i fatti, che attendiamo da luglio, e non inutili slogan propagandistici».
Il 26 settembre Azione Universitaria ha incontrato l’assessore ai Trasporti della Regione Abruzzo, Giandonato Morra, e la direttrice ai Trasporti, Infrastrutture, Mobilità e Logistica, Carla Mannetti.
In quella sede Morra si è detto pronto a riattivare il servizio o ad applicare sconti per la tratta verso L’Aquila.
«Dopo una aperta ed attenta discussione», ha riportato Azione Universitaria, «ci siamo trovati dinanzi ad una notizia paradossale, che ha dell'incredibile: già il 23 luglio l’assessore Morra e la Mannetti hanno sollecitato il Ministro per la coesione territoriale , Fabrizio Barca, ad una pronta riattivazione del servizio sopraccitato, essenziale per tutti gli studenti che non hanno possibilità di prendere un alloggio nel capoluogo abruzzese. La richiesta è stata formulata a fronte di un disavanzo di gestione dei fondi, messi a disposizione dalla Protezione Civile, pari a 2 mln di euro. Riteniamo inaccettabile che per un semplice cavillo burocratico, si corra il rischio di non attivare un servizio vitale per la nostra università, che sta attraversando il periodo più difficile della sua secolare storia».