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Estrazioni di gas a Bomba: il ministero chiude la porta in faccia agli ambientalisti

Ennesima stranezza in una vicenda che si ingarbuglia

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corrado passera

Il ministro Corrado Passera

ABRUZZO. Ci sono trivellazioni da fare a tutti i costi. Ci sono imprenditori e politici pronti. E ci sono associazioni e ambientalisti che vorrebbero anche capire. La “guerra” però non è ad armi pari.

Il Ministero dello Sviluppo Economico non ha ammesso, nemmeno come uditori, le associazioni Legambiente e WWF nella Conferenza di Servizi del primo ottobre prossimo che, in maniera del tutto “inusuale”, affronterà sul tavolo nazionale la controversa vicenda della richiesta, da parte della Forest CMI, di coltivazione del giacimento di gas naturale nel comune di Bomba.
«Il Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera», dichiarano Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo, e Dante Caserta, vicepresidente nazionale WWF, «svela le sue carte: per rilanciare la strategia nazionale delle nuove trivellazioni occorre limitare la partecipazione dei cittadini ed esautorare i territori e gli enti locali dalle decisioni».
«E’ un fatto grave che dimostra come il rilancio delle attività estrattive prospettato dal ministro Passera limiti la partecipazione dei cittadini ed esautori i territori dalle decisioni.»
Si tratta di una situazione grave che non trova precedenti nella storia mineraria nazionale –ricordano le associazioni- dove, a fronte del diniego della Commissione VIA Regionale, in attesa di un giudizio di merito da parte del Tar Abruzzo, e nelle more di un ulteriore pronunciamento della Commissione Via Regionale, il Ministero, seguendo alla lettera quanto richiesto dalla Forest CMI, decide di forzare le regole a discapito della collettività. Una risposta inusuale che segue criteri ancora non svelati dal ministero ma che di sicuro minano la “democraticità” di una scelta a svantaggio di una trasparenza che in questa materia proprio non c’è. Sono mesi che le associazioni chiedono chiarezza alle numerose stranezze che via via si sono proposte sul cammino verso l’autorizzazione dei pozzi in uno degli scorci più caratteristici dell’Abruzzo. Ma in questa vicenda stona il silenzio delle istituzioni pubbliche che per alcuni casi si sono attivate con iniziative più che blande.
«Perché non ammettere la società civile alla conferenza del primo ottobre prossimo? – chiedono Angelo Di Matteo e Dante Caserta – Cosa vuole fare il Ministero dello Sviluppo Economico in quella sede? Pensa forse di superare l’opposizione all’intervento della Forest CMI che enti locali, regione, associazioni, comitati e cittadini abruzzesi hanno manifestato in maniera chiarissima? Ci appelliamo, in primo luogo alla Regione, e poi agli Enti locali invitati, affinché mantengano le posizioni più volte espresse e difendano gli interessi della collettività».

ACERBO: «PASSERA NEMICO DELL’ABRUZZO. LA REGIONE INTERVENGA»
«L’incursione del ministro Passera nella vicenda di Bomba in soccorso dell’istanza dei texani della Forest rappresenta una palese delegittimazione delle volontà espresse dalla comunità locale e da tutte le istituzioni del territorio, dai comuni interessati alla provincia alla Regione».
E’ il commento di Maurizio Acerbo, consigliere di Rifondazione comunista che aggiunge: «questa vicenda mostra l’arroganza di un esecutivo e di un ministro che vogliono trasformare l’Italia in un paese del terzo mondo senza diritti per i lavoratori e controlli ambientali. Il Presidente Chiodi mostri un po’ di schiena diritta ed esiga dal governo che la conferenza dei servizi sia aperta alla società civile. I parlamentari abruzzesi di PD, PDL, UDC, FLI che sostengono questo governo possibile che non siano capaci di alzare la voce per difendere il nostro territorio da un governo che non ha votato nessuno? Dalle norme per le trivellazioni selvagge a questa ultima vicenda il ministro Passera si sta sempre più qualificando come un nemico dell’Abruzzo impegnato da anni nella battaglia contro la petrolizzazione del territorio e del mare».