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L’Aquila. «Centro di Salute Mentale nei containers»

L’associazione 180 amici L’Aquila chiede spiegazione alle istituzioni

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L’Aquila. «Centro di Salute Mentale nei containers»
L’AQUILA. Franco Basaglia diceva che non esistono persone normali ma donne ed uomini con punti di forza e debolezza e che è compito della società fare in modo che ciascuno possa sentirsi libero e nessuno sentirsi solo.

Si riferiva ai malati di mente ed immaginava per loro un luogo sano e caloroso dove poterli curare. Ed è per questo che ci ha regalato una legge.
Il centro per la salute mentale ed il centro diurno psichiatrico de L’Aquila sono stipati in containers, nel parco dell'ex ospedale psichiatrico S.Maria di Collemaggio. Lo dice Alessandro Sirolli, presidente dell’associazione “180 amici L’Aquila”.
Questa è la situazione, a tre anni dal sisma, e alla luce di dati non confortanti (96 trattamenti sanitari obbligatori registrati da gennaio a settembre presso l'ospedale S.Salvatore come ha detto di recente Cialente, rispetto agli 8, massimo 17 all’anno, nel periodo 2003-2009).
Gli incontri, tra psichiatri e pazienti, si svolgono così: «i familiari portano il malato in containers inadeguati», racconta Sirolli, «non accoglienti come dovrebbero essere i Servizi di Salute Mentale; privi di possibilità di tutela della riservatezza durante i colloqui e le visite psichiatriche. Il Centro di Salute Mentale continua a mantenere l'apertura 12 ore al giorno dal lunedì al venerdì con 6 ore il sabato e la reperibilità psichiatrica notturna. L’organico del Centro di Salute Mentale e del Centro diurno Psichiatrico si è impoverito perdendo psichiatri, psicologi, assistenti sociali ed infermieri. Gli educatori ed i tecnici della riabilitazione sono pochi e precari».
Ma la preoccupazione è data dal numero, in crescita, di persone che fanno uso di psicofarmaci nella popolazione aquilana e di quelle che fanno abuso di alcool, soprattutto i giovani.

In occasione del 3° anniversario dal sisma 6 aprile 2012 il giornale L'Espresso ha denunciato tutto ciò, ha detto Sirolli, e la stessa Commissione del Senato sul Servizio Sanitario Nazionale ha effettuato visita attraverso il senatore Ignazio Marino, evidenziando la situazione insostenibile sia per i luoghi dell'accoglienza, che per gli ambulatori ed i servizi igienici.
La maggiore preoccupazione del direttore Asl Giancarlo Silveri sull'area dell'ex ospedale psichiatrico di S.Maria di Collemaggio, ha denunciato Sirolli, «è stata quella di denunciare l'occupazione abusiva di Casematte (luogo comunque di socializzazione ed accoglienza anche per la popolazione della salute mentale), non quella di avviare la ristrutturazione degli edifici da adibire ai servizi territoriali di salute mentale».
L’associazione torna a chiedere la consulta provinciale per la Salute Mentale, già istituita nel 2006 e mai messa in condizione di lavorare ed un piano di ricostruzione sociale.
Servono luoghi e servizi di cura dignitosi e accoglienti, cure a domicilio, nei luoghi dove la gente vive e lavora, attività di prevenzione, centri di ascolto sia nei nuovi quartieri che nelle scuole.
Ma purtroppo non tutti si accorgono dell’invisibile disabilità dei malati psichiatrici.