SEQUESTRI CONTESTATI

Caffè Venezia: Cassazione dichiara inammissibile ricorso pm

«Il locale andava dissequestrato»

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Caffè Venezia: Cassazione dichiara inammissibile ricorso pm
PESCARA. Un altro duro colpo per la Procura di Pescara.

La Cassazione ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso del pm del Tribunale di Pescara Gennaro Varone contro il dissequestro dei locali del Caffe' Venezia disposto dal Tribunale del Riesame del capoluogo adriatico. Le motivazioni si dovrebbero conoscere tra una settimana.
Il Tribunale del Riesame aveva dissequestrato i locali dei fratelli Michele Sebastiano e Pasquale Granatiero, tra cui due noti Caffè Venezia di Pescara, dopo che la Cassazione aveva annullato con rinvio il provvedimento di dissequestro emesso sempre dal Tribunale del Riesame.
A giugno il tribunale di Pescara aveva rigettato la richiesta di fallimento della società 'Caffe' Venezia srl'.
L’attenzione degli investigatori e’ partita con l’espansione economica (a partire dall’anno 2003) nel territorio pescarese della famiglia pugliese resasi protagonista di operazioni economiche di acquisizione e ristrutturazione di diversi esercizi commerciali richiedenti capacità economiche e disponibilità di denaro non giustificata dalle posizioni reddituali o dai ricavi d’impresa.
Ma se la procura contestava ai Granatiero il riciclaggio dei soldi dell’altra famiglia mafiosa del Gargano, i Romito, in realtà, per il Riesame, non c’era traccia di questo legame o della provenienza dei soldi. Nessuna prova concreta che possa legare i soldi di provenienza, comunque dubbia, dei Granatiero a quelli dei Romito.
Gli esercizi commerciali erano stati sequestrati, insieme a conti correnti e beni aziendali, a settembre 2011 nell'ambito di un'inchiesta su un presunto riciclaggio di denaro. Il valore complessivo dei sequestri ammontava a circa venti milioni di euro.