LAVORO E DIRITTI

Licenziata dopo la maternità, giudice del Lavoro condanna azienda

Riconosciuta discriminazione nei confronti della donna

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Licenziata dopo la maternità, giudice del Lavoro condanna azienda
CHIETI. Il Giudice del Lavoro del Tribunale Chieti, Laura Ciarcia, ha condannato una nota azienda del Chietino a reintegrare nel posto di lavoro una dipendente che era stata licenziata nel 2006.

La donna, M.M. le sue iniziali, venne licenziata prima del compimento di un anno di età di suo figlio, al momento del rientro in azienda dopo il periodo trascorso in maternità.
La donna ha impugnato il licenziamento rivolgendosi al proprio legale di fiducia, l’avvocato Massimo Liberatore di Pescara, e chiedendo l’intervento dello Sportello Legale dell’Ufficio della Consigliera di Parità della Provincia, che è intervenuto nel procedimento attraverso l’avvocato Vincenzo Di Fano di Vasto.
Nella sentenza, depositata lo scorso 24 settembre, il Giudice ha riconosciuto l’esistenza di una discriminazione di genere nei confronti della lavoratrice ed ha condannato l’azienda alla reintegra nel posto di lavoro, alla corresponsione di tutte le mensilità arretrate a far data dal licenziamento ed al pagamento delle spese processuali anche in favore dell’Ufficio legale della Consigliera di Parità.
«Si tratta, nel suo genere, di una sentenza pilota, la prima che viene pronunciata a Chieti da quando è stato istituito lo Sportello legale, nel 2010 – dice la consigliere di Parità Anna Rita Guarracino. Ma è in assoluto il primo procedimento che vede l’Ufficio della Consigliera di parità parte attiva nella difesa dei diritti una donna discriminata e che, nella fattispecie, è stata demansionata al momento del rientro al lavoro dalla maternità. Alla luce di questa sentenza invito donne e uomini che subiscono discriminazioni di genere in ambito lavorativo – conclude la Consigliera di Parità a rivolgersi allo Sportello Legale Istituito presso il mio Ufficio che, gratuitamente, interviene in tali situazioni».