EROSIONE E SOLDI PUBBLICI

Costa dei Trabocchi, ambientalisti: «servono urgenti azioni contro l’erosione»

«Piano urgente prima che sia troppo tardi»

WhatsApp PdN 328 3290550

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

1823

Costa dei Trabocchi, ambientalisti: «servono urgenti azioni contro l’erosione»

LANCIANO. L’intera “Costa dei Trabocchi” è letteralmente “mangiata” dal mare.
Le prime mareggiate pre-autunnali hanno già fatto sentire il proprio effetto, facendo franare verso il mare diversi tratti di costa. La futura “Via Verde”, la pista ciclopedonale di cui si aspetta da anni la realizzazione, è minacciata dalla totale mancanza di manutenzione e protezione.
I Comuni più colpiti, come Rocca San Giovanni, San Vito Chietino e Torino di Sangro, aspettano con ansia i promessi investimenti regionali per i ripascimenti e barriere frangiflutto.
«Questi interventi previsti, come quelli già realizzati», fa notare Ines Palena del Wwf Zona Frentana e Costa Teatina, «sono soltanto soluzioni tampone che non fanno che aggravare e spostare più a valle il problema erosivo, creando un inutile ed antieconomico effetto a catena».

Sono anni che il Wwf ribadisce che la gestione della fascia costiera non può prescindere da un approccio organico ed integrato, che vada a ripristinare il naturale ciclo sedimentario, compromesso irrimediabilmente dall’azione antropica. «La forte pressione edilizia, la cementificazione degli argini fluviali», spiega Palena, «insieme al prelievo di materiale dall’alveo, la distruzione delle dune costiere sono tutte concause del fenomeno regressivo, che però non vengono prese in considerazione negli interventi regionali».
Per gli ambientalisti la tendenza alla regressione della linea di costa, soprattutto nel Mar Adriatico, è un fenomeno in parte naturale e quindi inarrestabile, ma che viene accelerato dagli interventi umani. Inoltre a causa dei cambiamenti climatici in atto, il livello del mare sta aumentando ad un ritmo di qualche millimetro all’anno E’ un dato di fatto che non può essere trascurato in fase di pianificazione costiera.

Il futuro della Costa dei Trabocchi, della sua Via Verde e del suo Parco Nazionale, «non possono prescindere dalla Gestione Integrata della Zona Costiera», sottolinea Palena, «approccio che era stato recepito nel progetto R.I.C.A.M.A., un eccellente e pioneristico lavoro del 1997 della Regione Abruzzo che però è stato solo in parte messo in atto. La Regione dovrebbe aggiornare la Carta della Vulnerabilità Costiera e analizzare la portata dei fiumi come carico di sedimenti che arrivano al mare, lavorando a definire con i proprietari delle dighe e degli sbarramenti le quantità e le modalità per il rilascio minimo di sedimenti per diminuire la necessità di ripascimento. Dovrebbe inoltre recepire le indicazioni della Direttiva Quadro Europea sulla Strategia Marina (2008/56/CE), recepita in Italia dal D.lgs n.190/2010, che obbliga gli Stati membri a raggiungere un buon stato di qualità del mare entro il 2015».

A gennaio era stata annunciata la creazione di un’unità di crisi provinciale in cui erano stati coinvolti i comuni interessati dalle emergenze. «Riteniamo che in questo Tavolo tecnico debbano poter partecipare tutti i “portatori di interesse”», insiste Palena, « dai Comuni alle associazioni di categoria e a quelle ambientaliste, in modo da trovare soluzioni concertate e partecipate a questo problema, cercando di andare oltre il semplicistico approccio adottato fino ora. Noi offriamo il nostro supporto e contributo, se ci verrà richiesto».