IL CASO

Futuro dell’acqua d’Abruzzo, «lo deciderà il Via in 30 minuti»

Wwf: «è inaccettabile, la siccità non ha insegnato nulla».

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Il dirigente Antonio Sorgi

Il dirigente Antonio Sorgi

ABRUZZO. I problemi di sorgenti, fiumi, captazioni e depurazione affrontati nel tempo di un'intervista di Lucia Annunziata: mezz’ora. Trenta minuti.

Dalle 14:00 alle 14:30 di giovedì prossimo il comitato Via della Regione Abruzzo sarà chiamato ad esprimersi sul Piano di Tutela delle Acque, principale strumento di gestione della risorsa idrica, atteso dal 2001.
Lo stesso giorno il comitato dovrà esprimersi su decine di altri progetti, tra cui cave, concessioni per ricerca di idrocarburi, impianti per rifiuti.
Tornando all'acqua, il Comitato dovrà dare il suo parere sulla Valutazione di Incidenza Ambientale del Piano per tutti gli effetti che avrà su decine dei siti naturalisticamente più importanti della Regione, corrispondenti a oltre il 30% del territorio regionale (come i tre parchi nazionali del Gran Sasso, della Majella e d'Abruzzo, il parco regionale Sirente-Velino e decine di altri siti tra i più famosi della regione, dalla montagna al mare).
Ma per il Wwf questa situazione è «inaccettabile» perché si tratta di una situazione di grande complessità «dove gli equilibri ambientali sono già saltati da tempo per il sovrasfruttamento della risorsa idrica».

L’associazione ambientalista esprime, quindi, forti critiche per le modalità «assolutamente inadeguate» con cui si intende procedere all'esame di questo fondamentale strumento di gestione che, una volta approvato, durerà per decenni. Gli stessi contenuti del Piano sono stati aspramente criticati dalle associazioni ambientaliste poichè si rimanda al 2027 la riqualificazione di molti fiumi a fronte di un obiettivo comunitario posto al 2015.
Inoltre la quantificazione del Deflusso Minimo Vitale da lasciare ai fiumi è stato calcolato in maniera «sostanzialmente errata», ha denunciato sempre il Wwf, «e si rischia addirittura di consentire nuove captazioni proprio nei siti naturalisticamente più importanti».
Per Luciano Di Tizio, presidente della sezione regionale dell’associazione ambientalista, «la Regione Abruzzo, pur essendo molto ricca di acqua, ha un sistema di gestione drammaticamente fallimentare, come dimostra lo stato pietoso di molti fiumi della regione derivante da captazioni e scarichi incontrollati».
Pensare di poter valutare in 30 minuti quel Piano che dovrebbe risolvere questi enormi problemi «è surreale», anche perchè «gli stessi elaborati contengono criticità grandissime».


Ad esempio, spiega Di Tizio, «non fanno alcun riferimento alla questione dei cambiamenti climatici che sul ciclo
idrico e sulla biodiversità stanno avendo effetti drammatici che sono sotto gli occhi di tutti. Antonio Sorgi, nonostante le plurime sconfitte che subisce il comitato Via davanti ai Tar e non solo, continua a
convocare il comitato con modalità palesemente inaccettabili che, a nostro avviso, contribuiscono a far permanere la nostra regione in un medioevo ambientale».