L'INCHIESTA

Aggredirono gay in un bar di Chieti, in manette tre minorenni

Operazione della Mobile di Chieti

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Il dirigente della Mobile Francesco Costantini

Il dirigente della Mobile Francesco Costantini

CHIETI. Impaurivano i coetanei, li taglieggiavano (anche per rivalità di tifo sportivo) oppure li picchiavano.

Avevano organizzato un clima di terrore, poi c'è stato chi ha denunciato e sono stati identificati e riconosciuti dalle vittime e quindi è scattato il provvedimento.
L'ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal Tribunale dei minori dell'Aquila. I tre sono stati trasferiti  presso una comunità per minori nelle Marche.
Le accuse nei loro confronti vanno dal furto alla rapina, alla ricettazione, ingiurie, minacce e danneggiamento. I particolari sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa dal dirigente della squadra mobile di Chieti, Francesco Costantini.
 I tre sono i responsabili di diversi episodi di aggressione verificatisi a Chieti durante la scorsa estate ai danni sia di minorenni che di maggiorenni.
L'operazione e' stata denominata 'Calles violentas', per rifarsi alle gesta di gang latino americane.
Ai tre, che in alcune circostanze avrebbero utilizzato anche manganelli telescopici, viene in particolare contestata l'aggressione ai danni di un gruppo gay avvenuta in un bar di Chieti scalo, di tre studenti che si trovavano nel campus universitario di Chieti, di due trentenni aggrediti nel centro di Chieti.
Fra le aggressioni anche quella a danni di un tifoso disabile del Pescara che festeggiava la promozione in serie A, avvenuta nel giugno scorso in un centro commerciale.
Ai tre viene anche contestato il furto di un ciclomotore. Un quarto giovane è stato denunciato a piede libero. Due dei tre ragazzi arrestati provengono da famiglie problematiche e non frequentano più la scuola.