IL CASO

Condominio moroso, l’Aca stacca l’acqua senza preavviso a 30 famiglie

30 famiglie da ieri sera ancora senza acqua

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Condominio moroso, l’Aca stacca l’acqua senza preavviso a 30 famiglie
PESCARA. Dalle 18.30 di ieri sera fino ad ora, senz’acqua. L’Aca (azienda comprensoriale acquedottistica) ha staccato il servizio a 30 famiglie del condominio in via Liguria 6, a Pescara, senza preavviso.

«Il nostro palazzo è moroso», hanno spiegato i condomini, «ma per responsabilità passate e di certo non nostre. Abbiamo bambini, ci sono anziani e l’azienda non può privarci all’improvviso di un bene così importante».
Il disagio è iniziato ieri mattina, come ha raccontato un condomino a PrimaDaNoi.it.
«Alle 11.00 ho notato un addetto Aca intento a lavorare sul contatore su via Roma (quello che dispensa l’acqua). Ma non ho dato importanza al fatto».
Da mezzogiorno in poi l’acqua ha cominciato a scarseggiare tanto che, racconta il condomino, «abbiamo attivato l’autoclave».
Alle 18.30 il servizio è stato completamente interrotto. Vittime del disagio 30 famiglie anche con bambini piccoli, di due e tre anni, il paziente del dentista che ha lo studio nel palazzo, la mamma del neonato del secondo piano, le persone anziane, le clienti della parrucchiera che ha l’attività nel condominio. Insomma otto piani completamente all’asciutto.
Le colpe, racconta un condomino, «sono dell’ex amministratore condominiale che nel 2007-2008 non ha provveduto a versare all’Aca le somme regolarmente versate da noi. In seguito alla sostituzione dell'amministratore condominiale i pagamenti sono ripresi regolarmente già da diversi anni».
I primi giorni di settembre l’Aca ha affisso nel condominio un cartello con cui invitava i singoli condomini a contattare l’azienda. Alcuni hanno chiamato e sono stati informati dell’entità del debito accumulato. Ma nessuno dell’Aca ha detto loro che, in caso di immediato pagamento, sarebbe stato soppresso il servizio.
«Ora siamo in attesa di informazioni da parte dell’amministratore del condominio e valuteremo se adire le vie legali contro il dirigente responsabile», ha detto un condomino, «per ora ci arrangiamo con la fontanella pubblica sotto casa e qualche bottiglia d’acqua di scorta».
Marirosa Barbieri