IL FATTO

Parco Nazionale d’Abruzzo: «tagliate abusivamente 4.384 piante»

Denunciata l’impresa di Castellafiume

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Parco Nazionale d’Abruzzo: «tagliate abusivamente 4.384 piante»
PESCASSEROLI. Nelle settimane passate il parco nazionale d’Abruzzo ha denunciato una gravissima violazione accertata dalle Guardie del Parco in località “Vallone pecora morta” di Bisegna.

L' impresa boschiva di Castellafiume Giovanni Mariani, insieme ad un taglio di uso civico regolarmente autorizzato, ha effettuato anche tagli abusivi di centinaia di piante, di rilevante interesse naturalistico, come il sorbo degli uccellatori.
Il sequestro giudiziario del legname abusivamente tagliato, disposto dalle Guardie del Parco sul luogo, non è stato convalidato dalla autorità giudiziaria.
I Servizi dell’Ente hanno continuato ad effettuare tutti gli ulteriori accertamenti, ai fini sia della definitiva quantificazione della massa legnosa abusivamente tagliata, che dell’accertamento, ovvero della certificazione del danno ambientale derivato.
Gli accurati accertamenti definiti nei giorni scorsi hanno portato alla luce numeri a dir poco sconcertanti e senza precedenti: le piante abusivamente tagliate dalla citata impresa boschiva sono esattamente 4.384 per circa 7.000 quintali di legna, pari a quasi l’intera quantità del legname di due usi civici autorizzati ai Comuni di Barrea e Civitella Alfedena.
Anche il danno ambientale accertato è di rilevanti proporzioni, specialmente con riferimento alle pesanti conseguenze sulla biodiversità nell’area interessata dai tagli abusivi, pari a 13 ettari. Infatti, alla luce degli ultimi dati scientifici disponibili, specie di rilevante interesse, come il Picchio dorsobianco e la Balia dal collare, inserite nella direttiva Habitat, e presenti in zona rischiano perdite pari al 100%. Senza contare i danni ai delicati equilibri ecologici (fauna,microfauna, flora,microflora, suolo, etc) che caratterizzano la vita del bosco.
Per tutto ciò le Guardie del Parco hanno sporto denuncia alla Procura della Repubblica di Avezzano, contro l’impresa boschiva, per diverse ipotesi di reato, tra le quali furto, appropriazione indebita e danneggiamento, chiedendo nuovamente il sequestro dell’area, anche per evitare ulteriori possibili asportazioni di legname in parte ancora presente sui luoghi, nonché la prosecuzione del reato.
Al momento opportuno, in un eventuale procedimento penale, l’ente si costituirà parte civile.