Nuova bufera giudiziaria su l’Aquila, avviso di garanzia al manager Asl Silveri

Undici in tutto gli indagati

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Giancarlo Silveri

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L’AQUILA. Nuova inchiesta giudiziaria si abbatte su L’Aquila post sisma e appalti ritenuti gonfiati. Sono 11 gli indagati.

Dell’indagine ne svela i contenuti il quotidiano Il Messaggero. Nel mirino dei pm aquilani Fabio Picuti e Stefano Gallo è finita una gara d’appalto per l’acquisto di protesi all’anca e altro materiale per 2 milioni e mezzo di euro. La cifra, però, sarebbe stata gonfiata a dismisura fino ad arrivare a 15 milioni di euro.
Gli avvisi di garanzia sono stati notificati nei giorni scorsi dalla squadra Mobile di L’Aquila e dagli agenti della polizia giudiziaria, diretti dal sostituto commissario Sabatino Romano. Tra le persone accusate di associazione per delinquere mirata ad agevolare una società nella fornitura di protesi, c’è anche il manager della Asl 1, Giancarlo Silveri, un medico, e rappresentanti della direzione amministrativa e dell’Ufficio beni e consumo della Asl.
Il bando di gara contestato risale al 2007 ma dopo il terremoto sarebbe stato trasformato da gara pubblica a gara accelerata e ristretta. «Al banco avrebbero partecipato soltanto un paio di ditte», scrive Il Messaggero, «di cui una sola specializzata nella vendita della protesi ortopedica ricercata dalla Asl dell’Aquila. Gara che tra l’altro, sempre secondo l’accusa, non sarebbe stata espletata nei sei mesi (vista l’urgenza) ma dopo alcuni anni, o comunque parecchio tempo dopo».
Ma perché il costo della fornitura sarebbe lievitato di quasi 5 volte? Si sarebbe giustificato il tutto «dalla previsione (si parla del 2009) della futura unificazione della Asl dell’Aquila (comprendendo anche Sulmona e Avezzano), avvenuta nel 2010. Pertanto la grossa fornitura avrebbe dovuto coprire anche le eventuali richieste che sarebbero pervenute dalle altre due ex Asl. Anche su questo aspetto gli investigatori vogliono vederci chiaro in quanto le protesi non potrebbero essere cedute a soggetti sanitari esterni al San Salvatore in quanto la gara d’appalto faceva riferimento alla singola Asl dell’Aquila».