LAVORO E DIRITTI

Vasto, reintegrato l’operaio in malattia licenziato dalla Pilkington

I sindacati festeggiano la sentenza del giudice

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Vasto, reintegrato l’operaio in malattia licenziato dalla Pilkington
VASTO. «C’è un giudice anche a Vasto».

Esulta così la confederazione Cobas Abruzzo per la sentenza del giudice di Vasto, Stefania Izzi che ha disposto il reintegro immediato al lavoro di Alfonso Pacilli, ex dipendente Pilkington, licenziato quando era in malattia. Il giudice ha decretato nullo il licenziamento.
«Pur non conoscendo ancora le motivazioni della sentenza, esprimiamo la nostra soddisfazione, ci congratuliamo con il compagno Alfonso e speriamo che la Pilkington in futuro faccia tesoro di questa sentenza e divenga meno irriguardosa nei confronti dei diritti dei propri dipendenti e di quelle organizzazioni sindacali che cercano di difendere, senza compromessi, i lavoratori». E’ stato il commento della Confederazione.
La vicenda risale a 5 mesi fa. L’uomo si è assentato dal lavoro a causa di un infortunio e poi ha querelato una dirigente dell’azienda che più volte lo avrebbe minacciato ed ingiuriato. Pacilli, in seguito, è stato licenziato per giusta causa. Secondo il sindacato «l’azienda avrebbe aperto una propria istruttoria per giudicare Pacilli, sostituendosi alla magistratura».
I Cobas qualche tempo fa hanno organizzato uno sciopero di 8 ore su tutti i turni alla Pilkington per chiedere il reintegro del dipendente. Alla manifestazione, organizzata sotto l'Associazione Industriali di Vasto, hanno aderito gli operai della Pilkington, della Denso di San Salvo e della Sevel di Atessa, dei Cobas, dello Slai Cobas e dell'Usb, nonché esponenti abruzzesi dell'Osservatorio Nazionale Amianto (Abruzzo e Molise), del Partito di Alternativa Comunista, del Partito della Rifondazione Comunista e del Movimento 5 Stelle.
«Dopo il reintegro, qualche mese fa, dell'operaio Mario Menna alla Bravo», ha ricordato la Confederazione Cobas, «azienda satellite della Pilkington, oggi la multinazionale del vetro subisce un'altra dura sconfitta, che manda in frantumi i suoi teoremi persecutori e il suo esercizio discrezionale di un'arroganza padronale che fa sfregio dei diritti dei lavoratori e si ritiene al di fuori e al di sopra della legge».
Il sindacato si è detto anche sorpreso per il silenzio mostrato da Cgil-Cisl-Uil sulla vicenda.
«Le sigle sono state tanto impegnate nella salvaguardia dell'occupazione in Pilkington», ha detto, «che non hanno trovato il tempo di interessarsi o almeno di spendere una parola sul licenziamento ingiustificato di un singolo lavoratore».