DELOCALIZZAZIONE

Cementificio Pescara, Rsu: «la delocalizzazione non sembra attuabile»

Per i sindacati la questione va risolta in sede Conferenza dei Servizi

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1657

Cementificio Pescara, Rsu: «la delocalizzazione non sembra attuabile»
PESCARA. Delocalizzazione del cementificio. L’ha pensato il sindaco di Pescara, Albore Mascia, l’ha sostenuto anche il primo cittadino di Spoltore, Luciano Di Lorito.

Ma le Rsu (rappresentanze sindacali unitarie) ed i dipendenti del cementificio di Pescara ci vanno cauti: «quando si fanno proposte del genere, seppur condivisibili, bisognerebbe che le stesse fossero sostenute da risorse economiche che permettano, appunto, la realizzazione delle stesse altrimenti, come sempre accade in queste circostanze, si rischia di parlare del nulla».
Per i dipendenti tutto rischia di risolversi in una bolla di sapone, «in quanto anche se l’idea di delocalizzare il cementificio sembra percorribile», hanno detto,«siamo tuttavia consapevoli che attualmente questa soluzione non sembrerebbe attuabile».
Questo perché finora non si è parlato risorse finanziarie certe da parte di enti e privati, in grado di garantire i livelli occupazionali dei diretti e dell'indotto.
C’è poi la questione della compatibilità del cementificio che, secondo le Rsu, va risolta solo in sede di Conferenza dei Servizi. «C’è un parere non favorevole e non vincolante da parte del Comune di Pescara in relazione al documento Aia (autorizzazione integrazione ambientale). A questo punto dovrebbe esprimersi la Conferenza dei Servizi che terrà conto, evidentemente e soprattutto delle analisi. E forse un po' meno delle sensazioni ad effetto; in quella sede si deciderà se il cementificio è compatibile, come lo è sempre stato in tantissimi anni di attività, dal punto di vista ambientale».
Secondo le Rsu questa situazione ha creato allarmismo tra i lavoratori. «I dipendenti del cementificio e dell'indotto e le loro rispettive famiglie attendono con tranquillità e serenità la soluzione», hanno detto i sindacati, «consapevoli di non volere entrare in discussioni che si sono divulgate a nostro avviso, erroneamente. Consapevoli, altresì, di voler evitare nella maniera più assoluta di mettere in contrapposizione salute e lavoro. Non siamo affatto persuasi da questa impostazione fuorviante e pericolosa, ed auspichiamo che in futuro ci sia un nostro maggior coinvolgimento».