PESCARA

Elementare di via Rubicone, «non è pronta per la prima campanella»

L’assessore: «incontrerò i genitori»

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Elementare di via Rubicone, «non è pronta per la prima campanella»
PESCARA. «Convocherò in Comune le mamme e i papà che avrebbero sollevato proteste e perplessità circa i lavori ancora in corso di svolgimento presso la scuola elementare di via Rubicone».

Lo ha detto l’assessore alla Pubblica istruzione Roberto Renzetti replicando alle doglianze di alcuni genitori circa la mancata riapertura della scuola di via Rubicone.
«Li chiamerò, alla presenza anche della dirigente scolastica, per ascoltare la loro voce circa i presunti disagi che starebbero subendo a causa di quel cantiere che sta praticamente ricostruendo da zero un edificio che era in condizioni disastrose, e coglierò l’occasione per raccontare loro, alla presenza di ingegneri e progettisti, qual era la situazione del fabbricato dove per anni hanno studiato i loro bambini, un fabbricato che poteva crollare da un momento all’altro, con pilastri completamente fatiscenti, scavati, polverizzati, e un corpo scala centrale sul punto di implodere, come dimostrano le carte e le relazioni dei tecnici stilate sulla base di sopralluoghi successivi al 2003».
Nel 2009 il Comune ha affidato l’esecuzione di controlli su alcune scuole di Pescara; la società tecnica incaricata, dopo sopralluoghi ed esami ha prospettato delle forti criticità sulla scuola primaria di via Rubicone evidenziando dei pilastri portanti di sostegno dell’intero edificio praticamente sgretolati, con il cemento scavato e un gruppo scala centrale, percorso ogni giorno da centinaia di bambini, a rischio crollo imminente.
«In realtà», spiega Renzetti, «si trattava di problemi noti e segnalati da anni come dimostrano carte e relazioni, carte note anche all’amministrazione precedente che vedeva tra i banchi della maggioranza anche il consigliere Camillo Sulpizio, oggi consigliere regionale e padre dell’attuale consigliere comunale Adelchi Sulpizio che sembra guidare la protesta dei genitori».

Con l’inizio dei lavori l’amministrazione ha individuato un plesso alternativo a via Rubicone in cui dare una sistemazione dignitosa ai 298 studenti e sono stati spostati i bambini delle elementari in via Lago Sant’Angelo e quelli della materna a Fontanelle.
«A spese del Comune abbiamo anche messo a disposizione i mezzi di trasporto per portare a scuola i bambini», aggiunge l’assessore, «anche quelli della materna, caso unico a Pescara. Poi abbiamo affrontato tutte le problematiche, all’apparenza insormontabili, sollevate dai genitori per via Lago Sant’Angelo. E’ vero: avevamo previsto di terminare i lavori entro un anno e così non è stato, ma solo per le grandissime problematiche burocratiche incontrate negli Enti sovraordinati al Comune, a partire dal Provveditorato alle Opere pubbliche sino alla firma della convenzione che sono andato personalmente a ritirare presso il Ministero per non attenderne l’invio».
Inoltre durante i lavori sarebbero emersi problemi strutturali ben più gravi di quelli inizialmente preventivati: «abbiamo trovato», spiega ancora l’assessore, «una scuola devastata, in condizioni disastrose, in cui ogni mattone va rifatto da zero, allungando i tempi di cantiere proprio per dare al quartiere una scuola finalmente sicura. Per l’intervento abbiamo avuto inizialmente a disposizione 500mila euro di finanziamento Cipe a fondo perduto, ai quali abbiamo aggiunto altri 130mila euro dell’amministrazione comunale per realizzare opere complete, quindi 630mila euro per l’adeguamento strutturale antisismico dell’edificio».