CENTRALE A BIOMASSE

«Per la centrale a biomasse useremo 36 mila tonnellate di legna all’anno»

La Sagitta Immobiliare ha parlato ai cittadini in un incontro pubblico

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2475

CIPPATO

Il cippato

COLONNELLA. 36 mila tonnellate di legna all’anno. Tanto servirà per alimentare la centrale a biomasse in contrada Vallecupa di Colonnella.

Lo ha detto la Sagitta Immobiliare che lunedì scorso ha tenuto un incontro pubblico a Corropoli. Il progetto ha ottenuto l’autorizzazione unica da parte della Regione. Il sindaco di Colonnella, Leandro Pollastrelli, ha rilasciato parere tecnico positivo all’impianto, in qualità di autorità sanitaria locale.
Presenti all’appuntamento, oltre ai numerosi cittadini, anche esponenti della politica e delle istituzioni, tra cui il senatore del Pdl Paolo Tancredi, il consigliere regionale Pdl Emiliano Di Matteo, il segretario provinciale del Pd Robert Verrocchio, i sindaci dei Comuni di Colonnella, Leandro Pollastrelli, di Controguerra, Mauro Scarpantonio, di Martinsicuro, Paolo Camaioni, e molti amministratori dei Comuni della Val Vibrata. Anche il professor Livio De Santoli, ordinario di Fisica e Tecnica Ambientale presso l’Università “La Sapienza” di Roma ha partecipato all’incontro. Assente, invece, l’onorevole Augusto Di Stanislao, ambasciatore numero uno contro il progetto.
Diversi gli aspetti affrontati e chiariti dalla ditta: a partire dalla natura della centrale. Non si tratterà di un inceneritore, l’impianto non brucerà rifiuti ma cippato di legna vergine, ha precisato la Sagitta. È stato definitivamente chiarito che il contratto sottoscritto con il Consorzio dell’Appennino Centrale consentirà un approvvigionamento annuo di legna (6mila tonnellate per ogni impianto) per una durata di 15 anni.
L’azienda ha anche spiegato che la centrale a biomasse di Colonnella non utilizzerà la classica combustione ma processi di pirolisi e gassificazione che produrranno il syngas, una miscela utilizzata come combustibile per alimentare i motori.

CHI PAGHERA’ IL RICORSO AL TAR?
La Destra di Colonnella, presente all’incontro, ha messo in risalto due aspetti dell’operazione. Il primo riguarda l’assenza di misure di compensazione previste a favore del Comune.
«Purtroppo», ha detto La Destra, «sempre per tutti noi, in Conferenza dei Servizi, in occasione dell’esame del progetto della Sagitta, nessuna forza (o membro) politica ha chiesto le misure compensative, cioè quei soldi che per legge non possono essere previsti per la Regione o la Provincia, ma possono essere riconosciuti ai Comuni interessati della localizzazione della centrale. Nessuno si è interessato dei diritti dei cittadini. Come a nessun politico è venuto in mente di cercare di ottenere l’assunzione di sola manodopera locale».
Il secondo punto interessante, secondo La Destra, riguarda il ricorso al Tar avverso all’autorizzazione unica rilasciata dalla Regione al progetto, proposto dal sindaco di Colonnella, Leandro Pollastrelli.
«Ci lascia sconcertati l’affermazione del sindaco in merito ad un preparando ricorso al Tar contro l’autorizzazione della Sagitta. Non possiamo chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati. Siamo pienamente convinti che un eventuale ricorso sia perfettamente inutile e altamente dispendioso. Diverse sentenze negano ai Comuni la possibilità di ricorrere avverso autorizzazioni rilasciate in Conferenza dei Servizi. E poi le spese chi le paga?».
La Destra ha chiesto al sindaco che tutte le spese non siano addebitate al Comune. «Le eventuali condanne che fossero elevate contro l’Ente», ha concluso,«siano pagate di tasca propria da chi, nonostante tutto, ha voluto proporre il ricorso stesso. Così si eviterà che tra due,cinque,dieci anni il Comune si ritrovi a programmare spese fuori bilancio per le condanne che avrebbero potuto essere evitate».