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UdA: il Senato concede tre anni di proroga al nuovo direttore amministrativo

Prima grana con la Asl che vuole riprendersi la palazzina delle specializzazioni

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Il rettore durante il sopralluogo

Il rettore durante il sopralluogo

CHIETI. Tre anni di proroga per Filippo Del Vecchio, attuale direttore amministrativo della d’Annunzio, assunto a inizio d’anno dopo la travagliata ricerca del successore di Marco Napoleone.

E’ stata questa la decisione più importante adottata ieri dal primo Senato accademico della gestione del nuovo rettore, che si è tenuto con l’assenza giustificata di soli due componenti. Tutti d’accordo per la proroga proposta da Carmine Di Ilio e nessuna perplessità, nonostante qualche dubbio procedurale sul fatto che il nuovo direttore sia stato votato dal vecchio Senato e non dal nuovo. E nonostante le notizie giudiziarie che riguardano sia lo stesso Del Vecchio per la sua attività all’Aquila sia il contenzioso ancora aperto sul bando della d’Annunzio per la ricerca del nuovo dg. Il rischio è che le decisioni del Tar e del Consiglio di Stato sui ricorsi di una candidata e dell’ex dg sul bando possano produrre sorprese e forse addirittura risarcimenti. Qualcuno ha visto in questo allungamento del contratto al direttore un segno di continuità con il passato, altri hanno giudicato come prevedibile questa proroga per dare respiro alla nuova gestione amministrativa, altri invece hanno criticato la decisione perché alcune scelte del direttore ed un certo suo decisionismo hanno provocato malumori tra il personale. 


Il direttore generale Filippo Del Vecchio

La preoccupazione è che la prossima pianta organica dell’UdA che sta per essere predisposta sia decisa senza la partecipazione del sindacato e senza tener conto delle esperienze personali dei dipendenti nei vari settori. Intanto ieri il nuovo rettore, dopo la conclusione del Senato accademico, è stato alle prese con la sua prima “grana” amministrativa nei rapporti con la Asl di Chieti.

E cioè con la richiesta del manager Francesco Zavattaro di riavere la palazzina delle specializzazioni, di proprietà della Asl, ma concessa in comodato gratuito all’UdA.
Lì la Asl vorrebbe sistemare una parte delle attività da spostare per le note criticità sismiche del corpo C dell’ospedale. Zavattaro ha già effettuato un sopralluogo e ieri il rettore ha visitato i locali a rischio “esproprio” accompagnato da Antonino Di Federico dello staff tecnico e dalla direttrice della biblioteca che ospita 200 studenti. In effetti proprio di esproprio si tratta: il periodo di comodato di quei locali sfiora l’usucapione da parte dell’UdA e la richiesta di restituzione mette in forte difficoltà studenti e professori.

La palazzina delle specializzazioni

Sarebbe infatti molto difficile trovare spazi per quei locali usati come biblioteca, sale di lettura e studi dei docenti. In realtà, ammesso che sia indispensabile traslocare dal corpo C dell’ospedale, per la Asl sarebbe più facile “requisire” in ospedale quegli spazi di cui ha bisogno e che forse qualche prof universitario occupa in eccesso.
Sebastiano Calella