IL FATTO

Lite tra donna e vigile urbano, i due finiscono al pronto soccorso

Aperta una indagine interna

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Lite tra donna e vigile urbano, i due finiscono al pronto soccorso
PESCARA. Sarà un’indagine interna a dover chiarire quanto accaduto a Pescara venerdì scorso .

Nel bel mezzo del nubifragio, si sarebbe verificata una lite tra un agente di Polizia municipale e una cittadina bloccata in via Elettra, una delle strade allagate. Ieri mattina il sindaco Luigi Albore Mascia ha chiesto al comandante della Polizia municipale Carlo Maggitti di acquisire una relazione scritta da parte dell’agente coinvolto nel presunto diverbio, e che si sarebbe fatto refertare al Pronto soccorso per essere stato colpito a borsettate da una cittadina, anche lei ricorsa alle cure del Pronto soccorso per una contusione.
«L’episodio riferito merita piena chiarezza e un’operazione verità», hanno Mascia e l’assessore Santilli.
La donna avrebbe chiesto informazioni all’agente circa le strade percorribili per poter andare nella scuola del figlio all’ora di uscita dalle aule, e per tutta risposta, come la donna sostiene, sarebbe stata aggredita dall’agente, tanto da dover far ricorso alle cure del Pronto Soccorso. Dall’altra parte, per ora, c’è un agente che allo stesso modo ha fatto ricorso al Pronto Soccorso per essere stato colpito a borsettate da una cittadina. «A questo punto, a fronte della denuncia eclatante di un padre che addirittura cerca testimoni di quanto accaduto», spiega Mascia, «si impone all’amministrazione comunale il dovere istituzionale di fare chiarezza sull’episodio: abbiamo chiesto al Comandante della Polizia municipale Maggitti di aprire immediatamente un’indagine interna sulla vicenda, acquisendo il verbale scritto dell’agente coinvolto e di eventuali testimoni, con l’intento di giungere alla verità del ‘caso’ che merita assoluta trasparenza, con l’obiettivo di garantire la tutela dei cittadini, ma anche a tutela della dignità del Corpo della Polizia municipale, che ogni giorno lavora con abnegazione. L’indagine dovrà essere chiusa con la massima sollecitudine per accertare i fatti come realmente si sono svolti».