LE INTERCETTAZIONI

Aca e la politica: D’Alfonso preoccupato per il consumo della casa sotto sequestro

Lavori a Collecorvino: «Bisogna fare quel lavoro: il sindaco ha parlato con D’Ambrosio»

Alessandro Biancardi

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Alessandro Biancardi

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La casa di D'Alfonso

La casa di D'Alfonso

PESCARA. Sindaci ed ex sindaci, consiglieri provinciali e comunali: sembra davvero che tutti si siano interessati prima o poi di sgravi e storni delle bollette dell’Aca.

Rimane strano che di questa pratica normale, benchè burocratica, che ha regole precise si dovessero interessare amministratori pubblici con problemi ben più importanti da gestire.
Eppure è capitato che la Squadra mobile di Pescara ha annotato anche i piccoli interessamenti per dipingere il quadro delle accuse mosse nei confronti dei vertici dell’Aca nell’ambito degli storni selvaggi. Non si pronuncia mai la parola “favore” o non c’è mai una pressione che possa dirsi tale. Anzi, quasi tutti al telefono precisano sempre che le cose si fanno «secondo le regole» oppure «se si può si fa». Qualche volta, invece, qualche pratica la si doveva fare per forza perché «interessava al presidente» o c’era l’intercessione di qualcuno.
Anche l’ex sindaco Luciano D’Alfonso (non indagato) ad un anno e mezzo dal suo arresto chiama Giancarlo Gennari per segnalargli il suo problema con il consumo di acqua.
E’ il 30 maggio 2010

D'ALFONSO Luciano : Gianca'?
GENNARI Giancarlo : ciao Luciano ...
D'ALFONSO Luciano : ti volevo fare una domanda innocente ...
GENNARI Giancarlo : dimmi, dimmi ...
D'ALFONSO Luciano : eh ... poichè tu lavori in questa realtà che fornisce l'acqua, in questa veste ti faccio una domanda ...
GENNARI Giancarlo : eh!
D'ALFONSO Luciano : a me è arrivato un ... cartella di pagamento di 200 e rotti euro ...
GENNARI Giancarlo : sì!
D'ALFONSO Luciano : non facendo un litro di consumo ... un metro cubo di consumo di ... ma a parte questo ... mi dovresti vedere tu ... nella tua solitudine ...
GENNARI Giancarlo : sì ...
D'ALFONSO Luciano : ... se per una casa sottoposta a sequestro preventivo ... si può configurare il destinatario ... che non fa uso di quella casa, perchè il provvedimento giudiziario sta scritto ...
GENNARI Giancarlo : eh ... infatti ...
D'ALFONSO Luciano : io non faccio ...
GENNARI Giancarlo : sarà sicuramente ... no, no ... ma ti spiego ... guarda ... sono certo ... guarda ... lì sarà stato fatto un acconto ... e non andava fatto, perchè lì andrebbe fatta la disattivazione ... della fornitura ... fondamentalmente ...
D'ALFONSO Luciano : però tu mo' fammi un approfondimento e non prendere decisioni ... fammi un approfondimento giuridico ...
GENNARI Giancarlo : va bene, va bene ...
D'ALFONSO Luciano : perchè io non ne dispongo di quella casa ...
GENNARI Giancarlo : e certo ... e certo ... va bene .. te ...
D'ALFONSO Luciano : tra gli obblighi che mi ha fissato il Tribunale di mantenerla in vita ... quella casa ... ok?
GENNARI Giancarlo : ho capito ....
D'ALFONSO Luciano : io la devo mantenere in vita ... per cui io ... per esempio non so ... ogni tanto ci devo andare
GENNARI Giancarlo : e certo ...
D'ALFONSO Luciano : devo aprire le finestre ... ma non lo posso usare ... se io gli faccio quel minimo di cura del pater-famiglia ... ma non ne posso usare ...
GENNARI Giancarlo : no, no ... ma quello sicuramente sarà un acconto ... per forza così ...
D'ALFONSO Luciano : fammelo sapere ... vedi ...tu un po' ...
GENNARI Giancarlo : sì, ti faccio sapere ... domani te lo faccio sapere ... ciao, ciao .


Un’ora dopo la verifica è stata fatta e Gennari illustra i risultati.
I tecnici dell’Aca sono andati di persona ma sono rimasti fuori per vedere il contatore.
Gennari, anche consigliere provinciale del Pd, dice a D’Alfonso che dall'ultima lettura fatturata, che è presente in bolletta ad oggi, risulta un consumo di quasi un metro cubo al giorno e quindi lui crede che ci sia qualche danno sulla rete.
D’Alfonso risponde che farà verificare se ci sono delle perdite e chiede se un metro cubo sia tanto.
Gennari: «è tantissimo, pari ad una tonnellata di acqua. Ma siccome c’è un terreno, se l'acqua si disperde non si vede e quindi sarebbe necessario che ci sia qualcuno che apre e chiude i rubinetti per verificare se il contatore continua a girare».
D’Alfonso insiste per vederlo di persona perché ha da dirgli cose e si accordano per il giorno dopo.

Gennari poi contatta un tecnico dell’Aca per controllare il sistema interno di fatturazione.

Bisogna verificare se la bolletta arrivata sia un acconto o un consumo effettivo.
Il tecnico risponde che «l’ultima fatturazione comunicata all'utente è relativa alla lettura datata il 03/03/2010 di 374 mc. La fatturazione precedente è stata inviata come acconto. E l'ultima lettura effettuata dal "letturista T 20" è stata fatta il 03 marzo 2010, mentre la penultima lettura è stata effettuata il 03 agosto 2009».
Gennari continua la sua indagine per cercare di capire come mai quel consumo eccessivo e qualcuno gli riferisce anche che ha visto spesso «persone dentro che possono entrare per gestire l’immobile ma gli possono anche prendere l’acqua».
La pratica però sembra non interessare più di tanto la polizia che non fa più cenno al consumo di D’Alfonso né si sa se poi uno storno vi è stato oppure no.

D’AMBROSIO E IL CAPANNONE A COLLECORVINO
Tra le carte dell’inchiesta sugli storni selvaggi viene intercettata anche la voce del sindaco di Pianella, Giorgio D’Ambrosio, ex presidente Ato (l’ente che dovrebbe controllare l’Aca) che nel mondo dell’acqua è attivo da anni.
Proprio nella gestione dell’Ato ai suoi tempi la stessa procura di Pescara ha individuato una serie di gravi presunte irregolarità.
In questa inchiesta sugli storni selvaggi invece D’Ambrosio non è indagato ma gli investigatori della squadra mobile riportano comunque le telefonate per provare la forte dipendenza dalla politica dell’Aca. Tutto insomma si poteva fare se a chiederlo era un uomo forte della politica o un sindaco che poi poteva far pesare il suo voto in sede di assemblea.
D’Ambrosio si sarebbe interessato per un lavoro che l’Aca avrebbe dovuto fare nel Comune di Collecorvino a beneficio di un capannone privato. Sembra di capire che in questo caso il sindaco di Collecorvino abbia sollecitato D’Ambrosio che a sua volta sollecita l’Aca nella persona di Lorenzo Livello, direttore.

Alle ore 11.24 del 8 aprile 2010, un tale “Pino” chiama Livello per chiedergli se ha saputo qualcosa circa il lavoro a Collecorvino.
Livello dice che il sindaco ha parlato con D’Ambrosio che, a sua volta, ha parlato con il presidente dell’Aca, Ezio Di Cristoforo.
Livello spiega al telefono che però siccome glielo ha chiesto in maniera sbagliata il sindaco deve continuare a “pressare”. La situazione è chiara a Livello «ma sono 35.000 euro». Cioè si tratterebbe di lavori che costerebbero quella cifra all’Aca.
Alle ore 11.31 il sindaco di Collecorvino chiama Livello e gli rappresenta che «per quella cosa» lui ha parlato con tutti, anche con D’Ambrosio che adesso dovrà parlare con il presidente Di Cristoforo. Il sindaco continua dicendo che Giorgio D’Ambrosio «gli ha garantito che glielo farà fare». Livello risponde che se lui riceverà disposizioni in tal senso non ci saranno problemi.
Nel pomeriggio dello stesso giorno alle ore 16.48 la telefonata è tra Livello e D’Ambrosio, è quest’ultimo che chiama il vice direttore dell’Aca per chiedergli informazioni sul capannone di Collecorvino.
Livello risponde che lì vi è una ditta di lavaggio di frutta che consuma 5 metri cubi di acqua al giorno, tantissimo, quindi lui ha trovato una soluzione per «farli allacciare alla conduttura principale, però le spese per la linea le devono sostenere loro», ovvero la ditta interessata, ed il costo ammontava a circa 35.000 euro.
Però –secondo la polizia che ascolta la telefonata- la ditta non avrebbe i soldi e siccome per l'attività hanno bisogno per forza dell'acqua potabile hanno chiesto l'intervento del sindaco, il quale questa spesa adesso vuole farla sostenere all'Aca.
Livello prosegue dicendo che però questa spesa per l'allaccio all'adduttrice dovrebbero sostenerla coloro che ne hanno bisogno. Anche perchè lì lo sbaglio lo ha fatto il sindaco che ha dato questa autorizzazione edilizia. Poi c'è anche il problema della fognatura, perchè lì a Collecorvino la fognatura va all'impianto di Castelluccio che è già sottodimensionato ed attualmente è pure sotto sequestro.
Lorenzo prosegue dicendo che lui a questa azienda aveva già detto che loro non potevano autorizzarli ad allacciarsi alla fognatura, in quanto l'impianto è già sottodimensionato e potranno essere autorizzati solo dopo il potenziamento della rete fognante che è in corso di finanziamento.
Lorenzo prosegue dicendo che per questa azienda c'è quindi una doppia problematica di difficile soluzione.
Infine dice al suo interlocutore di parlarne con Ezio (intende Di Cristofaro).
Giorgio risponde che si voleva prima rendere conto di cosa si trattava e ne parlerà con lui, Ezio.

Ance su questo versante tra le carte non si registrano altre notizie o approfondimenti di sorta.