L'INIZIATIVA

Chieti lancia progetto “no tax area”. Confcommercio «furiosa» con Di Primio

L’associazione di categoria: «il progetto non serve a niente»

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

2375

Chieti lancia progetto “no tax area”. Confcommercio «furiosa» con Di Primio
CHIETI. La proposta del sindaco è questa: ridurre ed abolire alcune tasse per favorire gli imprenditori che vogliano lanciare nuove attività commerciali.

La risposta di Confcommercio è questa: «la misura non serve a niente».
E’ scontro aperto tra il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio e la Confcommercio Chieti sulla “no tax area”, il progetto voluto dall’amministrazione.

LA MISURA
La misura è stata approvata con delibera di Consiglio numero 385 del 29 giugno scorso.
Il Comune ha deciso che i locali in cui verranno aperte nuove attività con destinazione a pubblico esercizio, in via De Lollis e piazza Malta, per i primi tre anni godranno di una riduzione della Tosap (Tassa di occupazione del suolo pubblico) dell’80% ed una esenzione totale dalla Tarsu (Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani).
La scelta dell’area no tax, ha precisato Di Primio in conferenza stampa, non è casuale. Il Comune ha individuato proprio in quest’area, circa quaranta unità immobiliari sulle quali è possibile, fin da subito, avviare start up di natura commerciale e la zona d’interesse. Qui l’amministrazione ha predisposto un bando di gara per la ristrutturazione di tre strutture comunali: l’ex Caserma Pierantoni, l’edificio del SS. Rosario e l’ex Ipab Santa Maddalena, le quali diventeranno uno studentato, un centro servizi universitario e un residence. Un’iniziativa, affidata ad eventuali soggetti privati, per investimenti sul patrimonio comunale di circa 20-25 milioni di euro.
Il Comune, ha detto Di Primio, «rinuncerà ad una parte dei propri introiti economici per favorire chi vuole aprire attività in piazza Malta e via Cesare de Lollis. A Confcommercio, che non ha ritenuto opportuno di collaborare a tale progetto chiedo di abbandonare lo sterile protagonismo su cui si sta arroccando e di offrire un servizio a favore dei propri associati».


CONFCOMMERCIO: «DI PRIMIO E’ UN DESPOTA»
«Siamo indignati, offesi ed arrabbiati per le esternazioni di Di Primio e non accettiamo lezioni da lui».
E’ il commento di Confcommercio Chieti. L’associazione non ha sposato il progetto perché convinta che la no tax area offra sgravi di poche centinaia di euro quando gli imprenditori, specie i giovani, hanno difficoltà immani di accesso al credito.
«Per questo», ha spiegato il presidente provinciale di Confcommercio Angelo Allegrino,«avevamo suggerito di fare ciò che si sta facendo a Lanciano e Vasto dove i Comuni, le banche e la Camera di Commercio hanno messo una quota, per una somma complessiva di oltre 200 mila euro, proprio per incentivare, ma in concreto, l’apertura di nuove attività commerciali facendosi da garanti con gli istituti di credito. Ecco cosa si doveva fare. Il sindaco si comporta come un despota. In quattro anni le iscrizioni alla nostra associazione di categoria sono aumentate di ben 3 mila unità. Piuttosto è il sindaco che non pensa a Chieti dato che, sotto la sua amministrazione, la città sta smobilizzando del tutto e sta perdendo, in rapida successione, il 123° Reggimento Fanteria, l’ospedale militare senza dimenticare che non esiste un rapporto virtuoso con l’Università D’Annunzio distante anni luce dalla vita quotidiana cittadina. In città ci siamo fatti promotori di tante iniziative ma nessuno a palazzo d’Achille ha apprezzato i nostri sforzi profusi per un interesse collettivo. Chieti rischia di morire e non serve gettare solo fumo negli occhi alla gente».

DI PRIMIO:«ALLEGRINO FA UNA BRUTTA FIGURA»
«Il presidente Allegrino ha perso un’ulteriore occasione per evitare l’ennesima brutta figura a se stesso e alla sua associazione, che paga le colpe del suo massimo rappresentante».
Lo dice Di Primio che replica alle accuse seccato.
«Se Allegrino arriva ad addossare al sottoscritto la responsabilità della chiusura del 123° Reggimento Chieti, che risale al 2008», die il primo cittadino, «e ancor più la chiusura dell’ospedale militare, allora dimostra perfettamente di non conoscere gli argomenti di cui parla.  Quanto al supporto che egli lamenta di non aver ricevuto dalla mia amministrazione, vorrei ricordare che, nel corso dei miei due anni di governo, Allegrino ha fatto solo proclami, senza mai entrare per davvero nei problemi e senza mai proporre  soluzioni reali.
Di conto, non mi pare che da parte sua siano state accolte le sollecitazioni e gli inviti dell’amministrazione volti ad un maggior coinvolgimento nelle scelte da intraprendere nel rilancio delle attività commerciali.  Se Allegrino crede che il rapporto fra l’associazione che presiede e il Comune debba basarsi in modo esclusivo sulla adesione incondizionata alle sue proposte, credo allora che il Comune possa fare a meno di interloquire con il “presidente”.
Spero, infatti, che a differenza di costui, gli associati Confcommercio, per i quali ho profonda stima, vogliano abbandonare le strumentali posizioni assunte dal proprio presidente e continuare a dialogare con l’amministrazione, per ricercare insieme le soluzioni più idonee alla città e dare risposte al grave momento di crisi che stiamo vivendo».

m.b.