SANITA'

No del Comitato dei sindaci ai tagli proposti dalla Asl di Chieti

Meno posti letto nell’area Frentana-Vastese, più avvantaggiato il chietino

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No del Comitato dei sindaci ai tagli proposti dalla Asl di Chieti
CHIETI. No unanime del Comitato ristretto dei sindaci alla proposta Asl di rideterminazione dei posti letto negli ospedali pubblici della provincia di Chieti.
 Come noto si tratta di un taglio di 80 posti letto per ricoveri acuti a fronte di un aumento di 41 posti nella lungodegenza. Il manager Francesco Zavattaro infatti non ha convinto il Comitato dei sindaci ed ha incassato il loro parere negativo unanime. Un giudizio senza tentennamenti che ha bocciato la riduzione da 1035 a 955 dei posti per acuti nella sanità pubblica, anche perché questa riduzione pesa per il 70% (con meno 55 p.l.)  sui cittadini dell’area Frentana e Vastese.
Un’area – dicono i sindaci - che ha già pagato il conto più salato in materia di tagli di p.l. e di servizi sanitari in generale, senza vedere nessun tipo di miglioramento e restituzione dell’attivo di bilancio che la ex Asl Lanciano-Vasto ha portato in dote alla nuova Asl unica provinciale.
«La bocciatura è una ripetizione del no già espresso sul “Piano Baraldi del 2010» che prevedeva questi tagli che adesso è obbligatorio eseguire – spiegano i sindaci - i due anni di tempo trascorsi non sono serviti per cambiare le decisioni e le impostazioni da parte della Regione e del commissario Chiodi, nonostante le diverse e numerose sentenze dei tribunali, che hanno dato un chiaro segnale per far cambiare le loro decisioni.
In realtà, fermo restando l’obbligo di attuazione di questi tagli, era prevista ampia discrezionalità della Asl nella distribuzione di questa riduzione ed il
Comitato ristretto ha chiesto al manager di provare a rivedere la rimodulazione dei pl nelle strutture ospedaliere della nostra Provincia.
Però la proposta presentata non ha concesso nessuno spazio di revisione delle decisioni già prese. Tra l’altro i sindaci hanno chiesto di aumentare i posti letto per i non acuti (Lungodegenza e Riabilitazione), visto che la disponibilità di questi posti è ben al di sotto dello 0,7 x mille previsto dalla normativa nazionale: a fronte dei 278 p.l. possibili, nel Piano Baraldi ne sono previsti solo 120.
«Si è inoltre chiesto di conoscere il dato dei posti letto per acuti e per non acuti a disposizione delle strutture private, ma non ci è stata data risposta – chiosano i sindaci – non vorremmo che ciò dipendesse da mancati tagli in altre strutture regionali. La conseguenza potrebbe essere che i posti letto mantenuti altrove comportano il taglio da noi, con evidente disparità di trattamento. La Regione deve garantire al Ministero il tetto fissato dei posti letto, ma ha la più ampia autonomia di stabilire dove mantenerli».
Il no dei sindaci nasce anche perché il taglio approvato penalizza di più l’area sud della Provincia, con Chieti a più di 5 pl per 1.000 abitanti e l’area sud ad una quota minore del 3 per 1000. Infine il presidente del Comitato Luciano Lapenna ha fatto mettere a verbale la lettera di diffida ad avallare «decisioni che violino le statuizioni delle richiamate sentenze del Tar Abruzzo e quindi siano contrarie a pronunciamenti giurisdizionali», fatta pervenire dall’avvocato Simone Dal Pozzo e i dai consiglieri di minoranza del Comune di Guardiagrele.