SANITA'

Villa Pini, tra oggi e domani il sì o il no al prolungamento dell’affitto

Previsti tempi rapidi per la risposta alla richiesta del Policlinico Abano Terme

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Villa Pini, tra oggi e domani il sì o il no al prolungamento dell’affitto
CHIETI. E’ attesa tra oggi o domani la risposta alla richiesta di prosecuzione dell’affitto di Villa Pini inoltrata venerdì al giudice delegato da parte del Policlinico Abano Terme.

Tempi rapidi dunque per la decisione, come chiedevano i sindacati nell’incontro di venerdì e come impone anche la scadenza del contratto di affitto che è tra dieci giorni, cioè un tempo brevissimo.
Tra l’attesa per la sentenza del Consiglio di Stato sull’accreditamento e l’incertezza sul futuro prossimo della gestione, il clima a Villa Pini è molto teso. Bisogna però dare atto all’affittuario Nicola Petruzzi ed al personale tutto della pacatezza delle reazioni all’asta deserta e dei toni, preoccupati sì, ma molto responsabili, usati venerdì mattina nell’incontro convocato dal Policlinico Abano Terme per comunicare la richiesta al giudice di «prosecuzione onerosa del contratto».
 Petruzzi è sembrato deluso per la mancata o tiepida risposta del territorio al suo tentativo – peraltro riuscito - di far ripartire Villa Pini ed il suo discorso è stato più che una critica, un appello alle istituzioni ad accorgersi del suo impegno.
Più critici contro i politici, ma sempre molto responsabili, gli interventi dei sindacalisti il cui messaggio è stato molto chiaro: «difenderemo la Clinica - e cioè il lavoro ed i malati - costi quel che costi, anche se qualcuno ha piani diversi».

«Noi abbiamo la necessità di avere garanzie e certezze su due questioni fondamentali per l’immediato futuro – ha dichiarato dopo l’incontro Andrea Gagliardi, Cgil – la prima riguarda la qualità e la quantità delle prestazioni sanitarie che saranno rese ai cittadini. La seconda comprende la tutela ed il possibile incremento (con i lavoratori finora rimasti esclusi) dei livelli occupazionali  e delle competenze professionali espresse dai dipendenti della clinica stessa. In una parola chiediamo di evitare qualunque possibile battuta di arresto all’operatività della clinica. Non vogliamo entrare nel merito di scelte di natura tecnica e valutativa sulla proposta di Petruzzi per l’allungamento del periodo di affitto, scelte che spettano esclusivamente alla Curatela fallimentare ed al Giudice delegato, anche se un prolungamento in attesa di un’altra asta renderebbe tutto più semplice».

«Il paradosso – chiosa Davide Farina, Cisl – è che la politica si interesserà di nuovo di Villa Pini solo in caso di emergenza, cioè se ci saranno licenziamenti. Adesso invece tace perché pensa che l’esercizio provvisorio sia la normalità e quindi non si attiva. E’ una politica distratta e superficiale che doveva accompagnare l’evoluzione di questa vicenda e non lo ha fatto. Noi sindacati invece continueremo ad essere vicini ai lavoratori, ma adesso possiamo solo aspettare cosa decideranno i tecnici alla luce della legge fallimentare».
In effetti altre vertenze come Sixty, Air One technic, Honda, Ospedale militare di Chieti, tanto per citarne alcune, hanno un rilievo maggiore nel mondo dell’informazione, come se Villa Pini fosse una vicenda secondaria. Eppure la decisione per il si o per il no alla prosecuzione dell’affitto da parte del Policlinico Abano terme e comunque il futuro della clinica riguardano centinaia e centinaia di famiglie e l’assetto complessivo della sanità privata in Abruzzo.

Sebastiano Calella