ENERGIA E AMBIENTE

Biomasse a Colonnella. Dopo l’ok il sindaco ricorre al Tar

La Sagitta si difende ed organizza un incontro pubblico

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Leandro Pollastrelli sindaco di Colonnella

Leandro Pollastrelli sindaco di Colonnella

COLONNELLA. Il suo unico contributo al rilascio dell’autorizzazione alla centrale a biomasse è stato il parere tecnico in qualità di autorità sanitaria locale. E per questo il sindaco di Colonnella, Leandro Pollastrelli, è stato "messo alla gogna".

Così ha scritto ai suoi concittadini per spiegare i fatti ed annunciare il ricorso al Tar contro l’autorizzazione unica regionale. Intanto la ditta autorizzata, la Sagitta, lunedì 17 settembre terrà un incontro pubblico per spiegare il progetto. Domani ci sarà invece un corteo di protesta indetto dal Comitato di Salute Pubblica.
Il progetto prevede la realizzazione in contrada Valle Cupa di Colonnella di 6 impianti a biomasse per la produzione di energia elettrica, pari a 990 kw ciascuno.

IL SINDACO: «IL PARERE E’ STATO UN ATTO DOVUTO»
E’ uno dei protagonisti più discussi di questa vicenda. Il sindaco Leandro Pollastrelli il 4 giugno ha rilasciato il certificato di agibilità igienico-sanitaria,step necessario prima dell’autorizzazione regionale agli impianti. E secondo alcuni lo avrebbe fatto senza discuterne in Giunta, tanto meno in Consiglio.
Ma lui si difende in una lettera aperta ai cittadini dicendo che non ha autorizzato la ditta; che ha emesso un semplice parere tecnico scontato, un “atto dovuto”, pena la responsabilità diretta sia del sindaco che dell’Ente con possibilità di richiesta di risarcimento del danno da parte della ditta. E che ha è stato messo alle strette dalla Regione che, con tempi risicati, ha acquisito ben 11 pareri di Enti sovraordinati diversi; che è stata la Regione a rilasciare l’autorizzazione unica regionale, pervenuta in Comune i primi di agosto e contestata categoricamente dal Comune con nota del 22 agosto.
E poi Pollastrelli era convinto che, strada facendo, le cose sarebbero cambiate «visto che il Comune avrebbe avuto tutti gli strumenti di controllo nelle fasi successive, in quanto, queste autorizzazioni, normalmente richiedono tempi molto lunghi con ulteriori convocazioni e approfondimenti per completare l’iter».
«E’ stata palesemente travisata la realtà», ha precisato, «poiché il Comune non ha rilasciato alcuna autorizzazione. Il Comune di Colonnella non ha mai autorizzato alcuna centrale».

L’AZIENDA ORGANIZZA INCONTRO
Nel tritacarne mediatico è finita soprattutto lei, la mente del progetto, la Sagitta Immobiliare che ha deciso di rispondere alle critiche con un incontro pubblico previsto per lunedì 17 settembre alle ore 18.00 presso l’hotel Baffo Rosso di Corropoli. Al meeting verranno invitati i membri del Consiglio comunale, gli esponenti delle associazioni ambientaliste ed i rappresentanti delle istituzioni e dei Comitati locali.
«Non è ammissibile», ha detto la ditta, «che un progetto autorizzato in Conferenza dei Servizi a seguito di giudizio favorevole di tutte le istituzioni ed Enti intervenuti possa essere strumentalizzato al solo fine di alimentare un dibattito politico locale. Nell’ambito di tali processi autorizzativi, la politica non interferisce con le valutazioni dei tecnici che operano esclusivamente sulla base delle norme vigenti».

I COMITATI IN PIAZZA
Domenica mattina, dalle 10.00 il Comitato di Salute Pubblica ha organizzato un corteo di protesta contro il possibile insediamento dell’impianto. Anche la Federazione Provinciale degli Ecologisti ha espresso solidarietà agli ambientalisti di Colonnella.
La Federazione che si è dichiarata contraria al progetto Sagitta per varie ragioni. Per prima cosa, secondo la Federazione, il quantitativo di cippato, legna e potature,utili per alimentare l’impianto e che il progetto prevede di acquisire nelle province limitrofe, non sono effettivamente disponibili in quest’area, a meno che non si inizi a deforestare alcuni parchi o utilizzare legna da ardere prelevata da boschi. L’investimento di 30 milioni di euro del progetto prevede limitate ricadute occupazionali e quindi non è utile alla collettività di Colonnella. La collettività non riceve benefici che migliorano la vita sociale ed economica e non usufruirà di risparmio energetico, di sistemi di teleriscaldamento, energia elettrica o ristori ambientali. L’impianto poi è troppo vicino alle abitazioni e quindi, i residui andrebbero a creare notevoli disagi alla popolazione e alle attività. Inoltre il timore è che la società che finanzia il progetto possa trovarsi nelle condizioni di acquisire, in alternativa a mancanza di materia prima per svariati motivi possa essere costretta ad utilizzare carburante alternativo del tipo proveniente da paesi che non rispettano le direttive Cee ed il protocollo di Kyoto, o addirittura elementi derivanti da secco, o umido proveniente dalla raccolta dei rifiuti. Infine sempre secondo la Federazione non ci sarà nessun incentivo per la pubblica amministrazione o royalties di produzione di energia elettrica.

QUOTE E CONFLITTI
E nella tortuosa vicenda si è avvitata anche la polemica sul presunto conflitto di interessi dell'assessore provinciale, Francesco Marconi, che ha ammesso di avere una piccola partecipazione in una società in qualche modo legata a quella che ha ricevuto l'autorizzazione.
Il popolo della Libertà di Teramo ritiene, invece, «strumentale e faziosa» la richiesta di dimissioni dell’assessore, gli attacchi «sono assolutamente privi di fondamento», Marconi «ha già ampiamente dimostrato con i documenti, come non ci sia da parte sua alcun conflitto di interessi nelle vicenda della Centrale biomasse di Colonnella, in quanto lo stesso è detentore di una piccolissima quota di una società totalmente estranea alla realizzazione dell’impianto».
Tali questioni, inoltre, «non interessano i cittadini che invece richiedono buona amministrazione».
m.b.