PORTO DELLE SABBIE

Dragaggio, tutto fermo. Pd: «serve pressing sul governo»

Armatori contro il progetto della vasca di colmata

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Dragaggio, tutto fermo. Pd: «serve pressing sul governo»
PESCARA. Due milioni e mezzo di euro dal Ministero delle infrastrutture per il dragaggio del porto di Pescara.

Altrettanti sono quelli che la Regione dovrebbe investire per salvare lo scalo pescarese, o almeno questa è la speranza del governo. Ma il ministero dell'Ambiente, che aveva assicurato che avrebbe coperto le operazioni di dragaggio con risorse pari a 10milioni di euro, in realtà non ha più fondi da investire.
Da Roma si garantisce che con 5 milioni di euro si potranno dragare 200.000 metri cubi di materiale, ma queste rassicurazioni, ormai, non convincono più. Anche perché per risolvere i problemi andrebbero spostati almeno 500 mila metri cubi di materiale per ridare agibilità completa al porto.
«Noi non ci fidiamo più di nessuno», dice senza dubbi il segretario cittadino del partito Democratico Stefano Casciano, «né degli amministratori locali che tacciono su tutto perché impegnati in questioni campanilistiche e demagogiche che non portano nulla, nè del provveditorato che fino ad oggi non ha dimostrato nulla».
Il bando, che Testa ha annunciato essere pronto settimane fa, nessuno lo ha visto e quindi non si ha la contezza né delle procedure di dragaggio né delle reali risorse economiche a disposizione, né realmente di quanti metri cubi verranno dragati.
«Non sappiamo neanche se sono state fatte le nuove analisi sui fanghi», tuona Casciano. Quelle, come ha annunciato l’Arta, dovrebbero partire lunedì prossimo e si spera che dai risultati non ne esca fuori un ennesimo stop.
Casciano lancia un appello a tutti i sindaci della provincia di Pescara di far sentire la loro voce: «la tragedia che sta vivendo il porto di Pescara colpisce tutti e le ripercussioni si sentono in tutte le realtà regionali».
Intanto i pescatori sono sulle spine e temono sempre più che il dragaggio non si farà anche perché vengono da più parti sollecitati a spostarsi verso Ortona e Giulianova per lavorare. Uno spostamento momentaneo? Loro temono piuttosto che si tratti di una soluzione ‘temporanea’ che potrebbe trasformarsi in cronica.
L’associazione armatori è preoccupata anche per il progetto della realizzazione della nuova vasca di colmata: « è roba da far accapponare la pelle».
Tanti i dubbi espressi: «quella vasca lì creerebbe ancora più difficoltà all'ingresso in porto sia con mare da nord sia con mare da levante, anche nella malaugurata ipotesi che il PRP andasse avanti. Alle navi rimarrebbe meno spazio per manovrare sottovento alla diga in caso di traversia da nord». E poi ancora: «l'ingresso del porto turistico sarebbe completamente finito, morto, con quel muro addosso e senza possibilità di creare un nuovo ingresso , di cui si comincia a parlare per risolvere il problema di quello vecchio, sempre insabbiato e sostanzialmente sbagliato perchè rivolto a sud, e che permette il passaggio ad una sola barca alla volta e anche di basso pescaggio».