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Maltempo Pescara, fiume sorvegliato speciale

Fiorilli ammette: «giornata veramente difficile»

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Albero caduto in via Rigopiano

Albero caduto in via Rigopiano

PESCARA. Golene sud e nord chiuse al traffico a Pescara da mezzogiorno di venerdì fino alle 9 di sabato mattina.

Appello lanciato a tutti i cittadini, a partire dagli impiegati di Comune e Provincia di liberare il parcheggio, per fronteggiare il pericolo di esondazione del fiume lanciato dalla Prefettura.
Pescara si mobilita dopo una mattinata davvero difficile in cui ha registrato danni all’ospedale, l’allagamento di centinaia di negozi, sottoscala e garages.
Anche l’assessore Berardino Fiorilli ha confermato le difficoltà: «le emergenze ci stanno impegnando su più fronti, come ci aspettavamo», ha detto. L’ondata di maltempo è esplosa in tutta la sua violenza già giovedì sera, dopo le 19.30, riversando la sua potenza soprattutto nella zona bassa dei colli, come via del Santuario e via Rigopiano, facendo saltare i tombini. In via Rigopiano, peraltro, tre auto sono finite all’interno di uno dei tombini saltati, durante il nubifragio, riportando danni alle vetture che sono state rimosse con il carro attrezzi, senza feriti, fortunatamente.
Il forte vento della notte ha anche divelto un palo della segnaletica piombato su un’auto in sosta in corrispondenza dell’Agip situato tra via Marconi e viale Pindaro, danneggiando la vettura.

BOMBE D’ACQUA E TOMBINI TAPPATI
I disagi più importanti sono cominciati venerdì mattina, quando la città si è risvegliata sferzata da un nubifragio con ‘bombe d’acqua’ e vento forte. E la pioggia praticamente ha continuato a cadere ininterrottamente e con violenza dalle 19.30 di giovedì alle 9 di venerdì mattina, per poi proseguire a fasi alterne, ma sempre con estrema violenza.
Intorno alle 7 si è formata una voragine in via Fonte Romana, all’altezza dell’edicola di giornali situata dinanzi all’ospedale civile di Pescara, sulla corsia di marcia monti-mare, voragine provocata, come hanno verificato i tecnici, dall’estrema velocità con cui l’acqua correva nelle condotte sottoterra e che ha letteralmente trascinato via la breccia, la terra e l’asfalto in superficie.
«Altre due voragini – ha ancora spiegato l’assessore Fiorilli - si sono aperte di nuovo in via Di Sotto, dinanzi alla Conad, dove sono però già in corso i lavori di potenziamento della rete fognaria a monte, e poi all’incrocio tra via Monte Faito e via Monte Pagano, dove la condotta purtroppo ha ceduto in più punti».

CITTA’ COMPLETAMENTE ALLAGATA
E ovviamente sono stati registrati allagamenti in quelle zone ‘tradizionalmente’ critiche dove pure sono previsti interventi sostanziali per oltre 2 milioni di euro di investimenti per la realizzazione di una rete di condotte completamente nuova. Allagate dunque viale Pindaro, via Tinozzi, via dei Petruzzi, l’ultimo tratto di viale Pepe, compreso tra via Benedetto Croce e via Marconi, l’ultimo tratto di via Elettra, sempre a ridosso di via Marconi, e lo stesso tratto di via Marconi chiuso al traffico tra via Mazzarino e la rotatoria antistante l’Agip, all’incrocio con viale Pindaro: i problemi più importanti si sono registrati all’interno delle attività commerciali situate al pianterreno e all’ingresso dei condomini.
Sul posto stanno ancora adesso lavorando sei unità della Attiva che stanno provvedendo ad aprire tutti i tombini per agevolare, per quanto possibile il deflusso dell’acqua. Allagamenti anche in via Ferrari-via Caravaggio, chiuso al traffico, e in piazza Duca degli Abruzzi, difficile anche la situazione sulla riviera nord e sud, che comunque sono rimaste sempre transitabili. 

RISTAGNI D’ACQUA IN VIA TIRINO
«Per la prima volta», racconta ancora Fiorilli, «abbiamo registrato ristagni d’acqua anche in via Tirino e addirittura in via Conte di Ruvo, a ridosso della sede della Camera di Commercio». Chiusa alle auto strada vicinale Mazzocco per una frana che i tecnici comunali stanno verificando, e chiusa ancora via Spaventa, nel tratto compreso tra via D’Avalos e via Chiarini, dove stanno operando i mezzi dell’autospurgo, e via Sallustio. In via San Martino è stato registrato l’allagamento di un’abitazione posta al pianterreno. Nelle ventiquattro ore nella zona dei Colli sono caduti 174,1 millilitri di pioggia, e a San Silvestro 169,6 millilitri di pioggia.

SCATTATA CHIUSURA ALLE GOLENE
Alle 12 di venerdì la Prefettura ha ordinato la chiusura al traffico delle golene, nord e sud, per il pericolo di esondazione del fiume cresciuto di 25 centimetri in sole tre ore, poi la situazione si è normalizzata. La Polizia municipale ha subito provveduto a posizionare le transenne agli ingressi del lungofiume, su via Valle Roveto, via Orazio e piazza Unione per impedire l’accesso a chiunque e a vigilare ci sono agenti della Polizia municipale e i volontari della Protezione civile coordinati da Angelo Ferri. E il fiume resta il sorvegliato speciale, visto che ha praticamente raggiunto il limite delle due banchine.
«Venerdì pomeriggio ha tracimato in un unico punto, all’altezza di via Aterno», spiega Fiorilli, «ci ha fatto temere il peggio, ma poi la situazione è rapidamente rientrata».

CHIUSO SOTTOPASSO FONTANELLE
Intorno alle 15 è stato chiuso al traffico il sottopasso di Fontanelle, mentre i volontari della Lega e gli operatori comunali, con l’assessore delegato Maria Grazia Palusci, stanno lavorando all’interno del canile di via Raiale per spostare tutti i cani nella parte più alta, lontano dagli argini del fiume, in modo da mettere al sicuro gli animali ospiti. Chiusi infine i parchi della città sino a sabato; istituito anche il divieto di sosta lungo le strade adiacenti la Riserva naturale di Santa Filomena, lato monte, sino al 17 settembre compreso e chiusi sino a lunedì prossimo anche gli attraversamenti pedonali lato monte.
Anche la prossima notte il Comando della Polizia municipale resterà aperto sino alle 6 di sabato mattina.

OSPEDALE VERSO NORMALITA’
Sta tornando alla normalità, invece, la situazione all’interno dell’ospedale dove venerdì mattina a causa delle infiltrazioni sono crollate alcune controsoffittature. Sono stati chiusi la Radiologia, la Medicina nucleare e la Radioterapia.
«Il pronto intervento della Direzione Aziendale e di Presidio con il supporto del Settore Tecnologico ha consentito una idonea gestione dell’emergenza», commentano dall’Asl. «E’ già stata ripristinata la funzionalità della Radiologia Tradizionale e della Risonanza Magnetica Nucleare. Permane il blocco delle Tac e del Servizio di Medicina Nucleare, dove i tecnici stanno operando per assicurare il ritorno alla normalità in tempi rapidi. Le urgenze vengono, comunque, garantite con il supporto degli ospedali vicini».

CODICI: «ACA RESPONSABILE»
Strada allagate, tombini otturati, rete fognante stracolma e non più in grado di far defluire l’acqua raccolta.
 Ma di chi è realmente la colpa? Codici se la prende con l’Aca: «ha colpe e responsabilità gravissime», denuncia il segretario provinciale Domenico Pettinari. «Sotto la città vi sono condutture fognanti che risalgono a 60 anni fa. L’Aca non fa opere di riefficientamento e si limita solo ad operare con manutenzioni continue, appaltate a ditte esterne per importi esorbitanti. Cosi facendo la società pubblica deve sborsare molti più soldi rispetto ad una lavoro una tantum di rifacimento completo della rete. Sono oltre 10 anni che appaltano lavori di manutenzione continua a ditte esterne per tamponare le falle della rete fognante, pur avendo tecnici e operai interni all’azienda in abbondanza. Ci viene da pensare che il danno patrimoniale ed erariale nei confronti del pubblico sia rilevante e apprezzabile anche sotto il profilo penale».
Cosa avrebbe dovuto fare l’Aca?  «Con gli aumenti di tariffa introdotti negli ultimi anni e soprattutto in questo ultimo mese giustificati per mettere in cantiere le opere», continua Pettinari, «avrebbe dovuto realizzare nuove reti fognanti ad esempio per evitare che ad ogni emergenza maltempo si verificasse quello che stiamo vivendo oggi».
Per Codici responsabili sono anche quei sindaci, soci azionisti dell’Aca che in alcuni casi «come si evince da recentissime inchieste sull’ACA si preoccupano di raccomandare la riattivazione dell’acqua all’amico moroso ma nulla fanno per l’interesse collettivo affinchè si risolvano definitivamente annosi problemi come gli allagamenti da maltempo».