LAVORO E DIRITTI

Fiom tagliata fuori da trattativa per il rinnovo del Contratto Nazionale Lavoratori

La sigla protesta e chiede un tavolo di confronto

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Fiom tagliata fuori da trattativa per il rinnovo del Contratto Nazionale Lavoratori
LANCIANO. Tagliata fuori. La Fiom Cgil non è stata coinvolta dalla trattativa Federmeccanica, Fim e Uilm per il rinnovo del contratto nazionale dei lavoratori, avvenuta nel mese di luglio.

Il sindacato ha bollato l’atto come «grave ed antidemocratico» ed ha chiesto l’istituzione di un tavolo di confronto.
«Di fronte alla drammatica crisi che colpisce il nostro sistema industriale e la nostra categoria», ha detto Fiom Cgil provinciale, «un ennesimo accordo separato non serve alla tutela dell’occupazione, non aiuta le lavoratrici ed i lavoratori e non risolve i problemi delle imprese».
Secondo la sigla, infatti, Federmeccanica ha posto quali condizioni irrinunciabili nel contratto: «la possibilità di non erogare a tutti i lavoratori gli aumenti salariali dei minimi contrattuali, l’aumento dell’orario di lavoro individuale giornaliero e settimanale, l’esigibilità di 250 ore di straordinario annuo per ogni lavoratore, il non pagamento dei primi tre giorni di malattia, la totale derogabilità in azienda delle norme contrattuali e delle leggi sul lavoro, la totale agibilità delle imprese ad ogni forma precaria di lavoro».
Per Fiom invece è necessario aprire un nuovo tavolo capace di accogliere tutte le organizzazioni sindacali per realizzare un “accordo vero per il lavoro” la cui durata sia fissata al 31dicembre 2013.
Ecco che cosa non deve mancare nell’accordo secondo il sindacato: «un aumento salariale che sia totalmente defiscalizzato per tutte le lavoratrici e i lavoratori; l’impegno a favorire tramite accordi la difesa e\o la crescita dell’occupazione agendo sulla riduzione e rimodulazione degli orari anche con l’uso prioritario dei contratti di solidarietà, richiedendo congiuntamente al Governo di incentivare tali accordi con la riduzione per imprese e lavoratori del cuneo e del carico fiscale; la definizione di un’apposita intesa che favorisca il ricorso all’apprendistato e ai piani strutturali di formazione in azienda a partire da quelle interessate a processi di investimento e di riorganizzazione; tavoli dei settori che costituiscono la nostra categoria, al fine di definire concrete linee di politica industriale anche da sottoporre a un confronto con il Governo».
Un’altra richiesta della Fiom è che venga discusso anche con il Governo il possibile utilizzo delle risorse del fondo pensione anche al fine di processi di investimento e di innovazione del sistema industriale.
«La Fiom», ha detto il sindacato, «chiede di utilizzare questo accordo per applicare le regole della certificazione e misurazione della rappresentanza previste dall’accordo del 28 giugno,superando la politica degli accordi separati e prevedendo anche il pronunciamento dei lavoratori tramite il voto sulle intese che li riguardano. Tutto ciò anche in un ottica di riunificazione contrattuale. E si batterà affinché detto rinnovo contrattuale possa migliorare le condizioni di vita e salariali delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici che oggi più che mai vivono gravi condizioni di ingiustizia sociale».