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Teatro Romano Teramo, «le istituzioni vengono meno alle promesse»

Teramo Nostra ha scritto al Ministero dei Beni Culturali

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Teatro Romano Teramo, «le istituzioni vengono meno alle promesse»
TERAMO. Conclusa la prima parte dei lavori del Teatro Romano a Teramo.

Ieri, la direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Abruzzo ha riconsegnato al Comune di Teramo il Teatro Romano dopo la manutenzione straordinaria durata all’incirca un anno. Presenti al passaggio di consegne, tra gli altri, l’assessore regionale Mauro Di Dalmazio, il sindaco Maurzio Brucchi, l’assessore alla Programmazione Strategica del Comune, Giacomo Agostinelli.

Dopo i lavori di manutenzione per il Teatro Romano si apre la fase due che prevede l’abbattimento di palazzo Salvoni (che il Comune deve ancora acquisire) e di palazzo Adamoli (già acquisito dalla Regione che dovrà conferirlo a Comune).
Questa nuova fase formalizzata ieri con la sottoscrizione del protocollo tra Ministero, Regione Abruzzo e le quattro fondazioni bancarie della regione prevede lo stanziamento di 4,5 mln di euro così ripartiti: 1,5 milioni dalla Regione, 1,5 milioni dalla fondazione Tercas e 1,5 milioni dal Ministero.
Il crono programma dei lavori per il Teatro è stato stabilito presso il Ministero dei Beni Culturali il 28 giugno scorso alla presenza del sindaco di Teramo Maurizio Brucchi, accompagnato dall’assessore Giacomo Agostinelli, Roberto Cecchi, sottosegretario di Stato del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed il direttore regionale ai Beni Culturali, Fabrizio Magani.
Ma è proprio sul rispetto dei tempi che oggi Teramo Nostra ha espresso dubbi ed ha scritto al sottosegretario del Ministero dei Beni Culturali Roberto Cecchi, assente alla cerimonia di ieri.
«Il sindaco ha dato ragione alla nostra associazione per quanto riguarda i reperti archeologici (pietre) che non saranno estromessi dall'area», ha detto l’associazione, «ma ha rinviato sine die, senza certezze, il rispetto del crono programma concordato il 28 giugno alla presenza del prof. Cecchi e dell'onorevole Pannella.Le uniche certezze stabilite in quella sede (Ministero), l'acquisizione di casa Salvoni per l'abbattimento insieme a casa Adamoli e il finanziamento sicuro di 4,5 milioni di euro da stanziarsi proporzionalmente da Regione, Fondazione Tercas e Ministero per la realizzazione dello storico progetto, sono venute meno con le dichiarazioni del sindaco è dell'assessore Mauro Di Dalmazio che hanno glissato sull'argomento e con le dichiarazioni dei relatori delle fondazioni bancarie presenti nella sala S. Carlo del museo archeologico che non hanno più assicurato la loro parte di finanziamento di 1,5 milioni di euro».
Ad alimentare i dubbi dell’associazione il fatto che, racconta Teramo Nostra, «alle ore 11.00 di ieri, trasferitisi nella sala S. Carlo del museo archeologico di Teramo, il sindaco, il soprintendente, l'assessore della Regione Di Dalmazio ed i rappresentanti delle quattro Fondazioni bancarie abruzzesi, hanno sottoscritto un accordo di massima per una collaborazione con le dovute risorse, specificando, con la dichiarazione del presidente della fondazione Tercas, Mario Nuzzo, che il milione e mezzo di euro da devolvere per il progetto di recupero del teatro romano, secondo l'iter stabilito, non è previsto, è prevista invece solo una collaborazione futura per programmare vari e non specifici investimenti».
Sull’anfiteatro di epoca augustea, il Teatro Romano appunto, pende una polemica infinita.
La struttura è stata oggetto di due esposti per deturpamento di bellezze architettoniche e per presunto maxi spreco denaro pubblico. In particolare Marco Pannella e Chiarini di Teramo Nostra hanno sollevato dubbi circa le reali intenzioni di recuperare il teatro da parte di Comune e Regione, evidenziando come i soldi pubblici (milioni di euro) destinati al recupero della struttura siano stati distratti ed usati per tutt'altro scopo. Per salvare il Teatro Romano bisognava demolire due edifici, (uno è palazzo Adamoli struttura di proprietà della Regione, l’altro palazzo Salvoni), obiettivo previsto nella fase due dei lavori.