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Asl Chieti, ok del Consiglio dei sanitari al piano di riduzione del posti letto

Secondo l’Anaao il taglio era previsto, ma si doveva attrezzare anche il territorio

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Asl Chieti, ok del Consiglio dei sanitari al piano di riduzione del posti letto
CHIETI. Ok del Consiglio dei sanitari della Asl di Chieti alla «proposta di rimodulazione dei posti letto» negli ospedali provinciali.

E’ il solito eufemismo che nasconde la realtà: si tratta di taglio bello e buono, ancorché inevitabile, dei posti letto, con una riduzione di 39 posti, somma algebrica tra meno 80 letti per acuti e più 41 di lungodegenza.
«L’organismo dei sanitari, che ha funzioni di consulenza tecnico-sanitaria ed è composto da rappresentanti delle diverse categorie professionali presenti in azienda, ha preso atto della necessità per la Asl di seguire un percorso obbligato, i cui termini erano stati da tempo stabiliti dal “Decreto Baraldi”, con nuovi indici di posti letto per ciascun ospedale», spiega la Asl.
«E’ prevalsa insomma la consapevolezza di dover condividere, tutti insieme», si legge, «un passaggio difficile, che non offre grandi spazi per aggiustamenti, anche se il Consiglio ha chiesto e ottenuto dalla Direzione aziendale la disponibilità a valutare insieme tutte le soluzioni utili a impiegare al meglio i posti letto a disposizione. Allo stesso modo è stata espressa la volontà di esercitare, di qui in avanti, un ruolo più attivo, non solo in termini di proposte, ma anche di potere decisionale».

 Positiva la valutazione del manager Francesco Zavattaro, secondo il quale «insieme possiamo fare molto e capovolgere le logiche di funzionamento degli ospedali, superando il mito del posto letto, che ormai non regge più. Da tempo la politica sanitaria del nostro Paese va verso scenari totalmente differenti, centrati sull’organizzazione per intensità di cura e su una medicina sempre meno ospedalizzata. Alla luce di queste considerazioni, la riduzione di posti letto, assolutamente contenuta e che abbiamo l’obbligo di realizzare, appare davvero poca cosa e sicuramente non è indicativa della qualità dell’assistenza che siamo in grado di offrire».
 Chiarito definitivamente che far passare questo taglio non dipende dalla spending review del governo, ma dal decreto commissariale 45 del 2010, si scopre che i numeri applicati alla Asl di Chieti, ma anche a tutto l’Abruzzo, sono addirittura peggiorativi rispetto alle previsione del governo che parla di un limite di 3,7 pl. Infatti il modello abruzzese prevede un numero di posti inferiore al 3,6 per mille, insomma un modello così virtuoso che più virtuoso non si può. Di qui la valutazione negativa sull’operazione da parte di Luciano Marchionno, Anaao Chieti: «i numeri teorici dei posti-letto per 397.123 abitanti, dovrebbero essere di 1192 per acuti (3 x 1000) e di 278 post-acuti (0.7 x 1000). Ma i dati forniti dalla Asl prevedono scostamenti significativi rispetto alle richieste del Governo Monti, in senso restrittivo/peggiorativo. Il Direttore generale, con il suo staff, per assistere la popolazione della Provincia di Chieti ritiene sufficiente avere la disponibilità, dopo la riorganizzazione che propone, di 955 posti letto per acuti e di 120 p.l. per lungodegenza e riabilitazione. E’ vero: questo è l’obbligo che deriva dal Piano operativo. Che però, mentre ipotizzava di passare da un modello ospedale-centrico, riteneva necessario trasferire sul territorio alcuni servizi assistenziali. Ora i tagli ci sono, la politica attiva sul territorio no».
s. c.