AMBIENTE ED ENERGIA

La Turbogas di Ortona prenderà acqua dai fiumi per 30 anni

Il Comitato per l’ambiente e lo sviluppo ecosostenibile chiede spiegazioni al sindaco D’Ottavio

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La Turbogas di Ortona prenderà acqua dai fiumi per 30 anni
ORTONA. «La Tamarete Energia srl (società titolare della Turbogas di Ortona), deriverà acqua ad uso industriale dal corpo idrico dei fiumi Moro e Foro tramite 3 pozzi e per 30 anni».

E’ quanto si legge nell’estratto della determina numero 874 del 17 luglio scorso pubblicato sul Bura (Bollettino ufficiale Regione Abruzzo) del 24 agosto.
Secondo il Comitato per l’ambiente e lo sviluppo ecosostenibile (Case) la determina è in contrasto con provvedimenti assunti in precedenza.
E per questo ha scritto al sindaco di Ortona Vincenzo D’Ottavio per sapere se sia al corrente della concessione, se il Comune sia stato interessato visto che i due fiumi in questione (da cui la Tamarete deriverà l’acqua) scorrono verso il mare da entrambi i lati del territorio comunale.

CONCESSIONE TRENTENNALE
La determina parla chiaro: si autorizza la Turbogas a prendere acqua dai fiumi Moro e Foro tramite 3 pozzi, in località contrada Tamarete (zona industriale del Comune di Ortona) nella misura di 9500 m3 annui. Tutto questo per 30 anni (la durata della concessione).

LE OSSERVAZIONI DEL COMITATO
Ma il comitato Case osserva che in base all’Aia (autorizzazione integrata ambientale) la Tamarete per l’approvvigionamento idrico industriale, avrebbe dovuto realizzare all’interno del sito un pozzo artesiano per l’esercizio ed un altro per riserva. E che, dunque, l’autorizzazione Via fu rilasciata sulla base di questi presupposti. «Ora che però la Regione ha autorizzato a prelevare acque dai fiumi» ha detto il comitato, «e l’assetto è mutato ed è cambiata la dimensione dell’ambiente sottoposto ad impatto, non sarebbe stato il caso di effettuare una ripetizione del procedimento Via?»
La seconda osservazione verte sugli scarichi industriali. «Le prescrizioni precedenti prevedevano il completamento in tempo utile dell’impianto fognante a spese della ditta proponente qualora non fosse stato ultimato dal Consorzio Val Pescara che aveva previsto il termine del 2006. Visto che il depuratore comunale sopporta un carico massimo, il sindaco come pensa che verranno eliminati gli scarichi industriali?», ha chiesto il comitato.
Secondo Case le disposizioni importanti emanate in precedenza non possono essere rimesse in discussione. «Non possono essere ammesse scorciatoie che favoriscano le industrie insalubri di prima classe a danno della salute pubblica e della proprietà dei lavoratori agricoli», ha detto il comitato, «se Comune, Provincia e Regione non considereranno l’importanza delle problematiche rappresentate, vorrà dire che verranno presentati ricorsi a più alti livelli e si voglia, infine, comprendere che nessuno dei cittadini coinvolti accetterà mai di vedersi distruggere una vita di sacrifici e vanificare il futuro dei propri figli e nipoti. Bisogna capire che non si possono costruire in mezzo alle case tanti mostri inquinanti. Perché questa locale opposizione non si è verificata a Gissi? Non sarà forse perché li non vi erano case vicine?».
Il comitato ha poi ricordato quando il sindaco D’Ottavio «ha rimandato la convocazione della conferenza di servizi indetta per discutere sulla autorizzazione allo stoccaggio di altre 75.000 tonnellate di pet-coke da parte della ditta Buonefra, perché aveva la necessità di altro tempo per documentarsi. E quando poi la conferenza ha avuto luogo, il Comune di Ortona ed altri importanti Enti sono stati assenti».
Anche oggi, come ieri, il comitato chiede al sindaco risposte.
m.b.